Su Radio Civita il testo dell'omelia della messa crismale celebrata dal Vescovo Luigi

Rileggi o riascolta l’omelia che il nostro Vescovo Luigi Vari ha celebrato mercoledì 17 marzo in Cattedrale a Gaeta durante la messa crismale.

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Lupi sui monti Aurunci il parere dell'esperto

Nell’ultimo periodo numerosi sono stati gli episodi di presunti attacchi di lupi al bestiame presente nel territorio del Parco Naturale dei Monti Aurunci. Nei giorni scorsi invece è stata ritrovata la carcassa di un lupo lungo il bordo della Formia-Cassino, nei pressi di Penitro. Sulla vicenda interviene il naturalista dell’Ass. Ambiente Natura e Vita, Dott. Marco Del Bene, studioso dei lupi.

“Spesso la disinformazione naturalistica crea allarmismo e odio verso questo predatore importante per l’ecosistema del nostro territorio, infatti molte predazioni vengono attribuite al lupo, ma in molti casi sono da attribuire a cani randagi, singoli o in gruppo. La presenza del lupo nel Parco Naturale dei Monti Aurunci, accertata e stabilizzata ormai da anni, è un’importante realtà nel panorama naturalistico, il fenomeno del randagismo non va invece sottovalutato. Il lupo cacciando gli ungulati – ad esempio i cinghiali –  permette l’evoluzione delle popolazioni di questi ultimi. Infatti in condizioni naturali le popolazioni di ungulati selvatici si compongono di individui in buona salute e di altri più vulnerabili e deboli: gli anziani, i giovani, gli individui debilitati, malati o feriti. Convive in equilibrio con gli ungulati selvatici proprio perché, generalmente sebbene non esclusivamente, seleziona con cura le prede da catturare con minor sforzo, cioè gli individui più deboli, migliorando così inconsapevolmente la qualità delle popolazioni”, spiega Del Bene.

“La convivenza uomo-lupo è possibile, ovviamente non appena l’animale ricompare in un territorio è difficilissima, ma con il tempo è assolutamente possibile con la collaborazione reciproca da parte di allevatori, Enti e ricercatori. Adottando sistemi di prevenzione, che si sono dimostrati efficaci in molti casi, modificando il modo di gestire le attività zootecniche.  La convivenza implica modifiche nella gestione dell’allevamento. È chiaro che bisogna cercare di usare al meglio i sistemi di prevenzione, garantire la presenza dell’allevatore con gli animali. È un onere in più e non è semplice, se per anni si è stati abituati a lasciare le mandrie e le greggi allo stato brado. Modificare la gestione dell’allevamento significa essere presenti al pascolo, utilizzare le strategie antipredatorie, ad esempio tenere al riparo i piccoli, le femmine gravide, usare le reti elettrificate, i cani da guardiania di qualità, addestrati per questo scopo. L’insieme di tutte queste misure ha fatto sì che nelle zone in cui il lupo è tornato da ormai vent’anni, la convivenza funzioni”.

Infine una corretta divulgazione naturalistica va aggiunta al fine di proteggere e tutelare la specie che è importantissima in natura e soprattutto per non creare allarmismo come spesso succede. “Il lupo ha molta paura dell’uomo ed è diffidente, difficilmente gli si avvicina, non risultano attacchi all’uomo da oltre 200 anni. Nella maggior parte dei casi, quindi, la paura nei confronti dei lupi risulta essere del tutto ingiustificata. Eppure, ancora oggi nell’opinione pubblica è diffusa un’immagine del lupo che tende a metterne in risalto la bestialità e la pericolosità di quest’animale.

Molto spesso questa paura si rivela essere vero e proprio allarmismo ingiustificato, alimentato molto spesso anche dalla stessa stampa che vede in atti completamente naturali, come la predazione di un animale selvatico, la testimonianza della pericolosità di questa specie” dichiara Del Bene. “Lo studio scientifico è fondamentale al fine di comprendere la consistenza, la dinamica della popolazione e soprattutto l’impatto dei danni sulla zootecnia, va effettuata da figure professionali qualificate, seguendo con criterio i protocolli di ricerca. A tal proposito l’associazione naturalistica Ambiente Natura è Vita è impegnata attivamente dall’inizio dell’anno nel monitoraggio del lupo avviato dal Parco Naturale dei Monti Aurunci, i risultati ottenuti saranno fondamentali per la conservazione e tutela del lupo e per mitigare i danni alla zootecnia”.

Pasqua al Cisternone romano di Formia

Dopo il successo della rassegna “Lazio eterna scoperta” che ha attirato oltre quattrocento persone nei luoghi di Cicero (Cisternone Romano, Tomba di Cicerone, l’area archeologica del Caposele e la Torre di Castellone), anche nel fine settimana pasquale il Comune di Formia in collaborazione con l’associazione Rta Sinus Formianus organizza le visite guidate (ingresso ogni 30 minuti) per far conoscere le eccellenze che vanta la città e in cui la cultura ha un ruolo chiave nello sviluppo e la promozione del territorio.

Da sabato 20 a lunedì 22 aprile dalle 17.30 alle 20.30 “Pasqua a Formia” con il Cisternone Romano al centro dell’attenzione. Uno dei luoghi simbolo risalente al I secolo a.C., situato nel borgo medievale di Castellone, che presenta forti affinità tipologiche con due delle più importanti cisterne del mondo antico, come la “Piscina Mirabilis” di Miseno e la celebre “Yerbatan Saray” di Istanbul, e può essere considerato un importante tassello nel recupero archeologico delle principali testimonianze dell’ingegneria idraulica romana.

Un luogo suggestivo in cui il visitatore si trasforma in un viaggiatore protagonista immerso in uno spazio dinamico, in cui si alternano suoni, colori, giochi di luci e di ombre che movimentano questo spazio, svelando particolari e nuove prospettive. Sarà attivo il Numero Verde 800.14.14.07 per ulteriori informazioni e per la prenotazione dei siti archeologici e turistici.

Formia poi, si preparerà ad ospitare il secondo appuntamento in programma dal 25 al 28 aprile nell’ambito delle Dimore Storiche con l’apertura dei siti archeologici e con visite guidate e libere al Teatro Romano e alla Torre di Mola. A dar maggiore risalto è arrivato di recente anche il finanziamento da parte della Regione Lazio per un importo pari a 49.000,00 euro sul progetto dei Criptoportici della Villa Comunale “Umberto I”.

La nostra resta una città ricca di storia, mito e cultura. Il progetto sui Criptoportici della Villa Comunale ci ha dato una spinta in più per farci classificare ed essere finanziati”, sottolinea con orgoglio il sindaco Paola Villa.

Valorizzare il nostro patrimonio è un cardine fondamentale – spiega l’assessore alla Cultura Carmina Trillino – Le Dimore Storiche del Laziorappresentano un evento importante e siamo fermamente convinti che sia nostro dovere lasciare alle generazioni future le ricchezze che abbiamo avuto la fortuna di ereditare”.

Il Comune di Minturno sostiene le famiglie con figli in età prescolare

Il Sindaco di Minturno Gerardo Stefanelli e l’Assessore ai Servizi Sociali Immacolata Nuzzo comunicano che è stato pubblicato, sul sito istituzionale del Comune, sia nella sezione avvisi e bandi che sulla home page, l’avviso pubblico per il sostegno alle famiglie con minori in età prescolare (fascia 3/6 anni), affetti da disturbo dello spettro autistico.

Entro il 31 luglio si può presentare una domanda finalizzata ad ottenere un contributo per le spese sostenute all’Ufficio Servizi Sociali dell’Ente di appartenenza. L’Ufficio di Piano distrettuale, che ha sede a Gaeta, predisporrà il provvedimento relativo all’elenco delle famiglie beneficiarie per l’anno 2019.

La quota di contributo farà riferimento all’ISEE e sarà erogata con priorità ai nuclei familiari con un numero di figli nello spettro autistico superiore a 1 e con un ISEE inferiore o pari ad euro 8.000,00. Le famiglie destinatarie faranno riferimento, successivamente, al Comune di Gaeta, capofila del Distretto LT5.

Per eventuali, ulteriori informazioni, i cittadini possono rivolgersi all’Ufficio Servizi Sociali del Comune (0771.6608259) o al suddetto Ufficio di Piano, a Gaeta. 

«Trattandosi di bambini in età prescolare – sottolineano il Sindaco e l’Assessore – è importante dare la massima pubblicità all’avviso in questione, diramato dalla Regione Lazio attraverso gli Uffici distrettuali di Piano. Noi lo stiamo diffondendo con i mezzi a nostra
disposizione. Riteniamo che anche il passaparola costituisca un’opportunità per le famiglie che vivono tali situazioni, in relazione ai sussidi economici fruibili».