Dopo il successo in Puglia, "Boing Boing vola vola l'amore vola" atterra a Itri

CULTURA: Continuano gli appuntamenti con la “Domencia a Teatro” presso Punto Zero – Spazio Cultura di Itri, la sala teatrale che lentamente sta diventando un punto di riferimento della cultura a trecentosessanta gradi.

Nel quarto appuntamento della Rassegna Teatrale, andrà in scena la commedia “BOING BOING Vola vola l’amore vola” di Marc Camoletti, con la regia di Marisa Mignano

E’ la storia di Vittorio, un vitellone il quale “gestisce” le sue tre fidanzate, con un diabolico, quanto perfetto meccanismo ad incastri temporali, destinato ovviamente ad incepparsi sul più bello, dando vita ad una commedia molto divertente la cui storia è fatta di intrighi e di sotterfugi

Lo spettacolo  di Marc Camoletti, tra i più divertenti e rappresentati, entrata di diritto nel Guinness dei primati, tanto da aver ispirato l’omonimo film di successo con Tony Curtis, Jerry Lewis e Thelma Ritter.

“Boing Boing vola vola l’amore vola” è reduce dal successo al Concorso Nazionale di Carosino, “Rosanna Murgolo”, la manifestazione che ha registrato in quasi tutte le date il sold out e che si è avvalsa del patrocinio della Regione Puglia, della Provincia di Taranto e del Comune di Carosino.

Appuntamento, dunque, domenica 17 febbraio alle ore 18.00 presso il teatro Punto Zero – Spazio Cultura, per farsi trasportare dall’umorismo di Boing Boin vola vola l’amore vola e passare una domenica pomeriggio in allegria.

di Enrico Duratorre

 

Formia / I musicanti di Brema al teatro Remigio Paone

Domenica 3 febbraio alle 17 al Teatro Remigio Paone di Formia la prima nazionale del nuovo spettacolo di teatro per ragazzi firmato dal Teatro Bertolt Brecht di Formia “I musicanti di Brema”. L’appuntamento è parte della stagione “Famiglie a teatro” promossa dal collettivo formiano all’interno del progetto “Officine culturali” della Regione Lazio e del riconoscimento del Mibac.

Un lavoro frutto del riadattamento di Pompeo Perrone della favola tradizionale dei fratelli Grimm con in scena Chiara Di Macco, Valentina Ferraiuolo e Maurizio Stammati che firma anche la regia. I costumi sono di Dora Ricca, le musiche di Domenico De Luca, la scenografia di Marco Mastantuono, il disegno luci di Antonio Palmiero.

Quattro animali in fuga contro i soprusi e le prepotenze degli umani ma poi la soluzione è:  <l’unione fa la forza>. Metafora del presente con risvolti attualissimi, lo spettacolo, raccontato con tecniche miste e con musica dal vivo, riflette sull’amicizia, sulla fuga e sull’approdo con uno sguardo all’utopia di un luogo dove tutto si fa più giusto e libero. Non mancheranno le sorprese, ovviamente.

Dopo la prima a Formia, lo spettacolo si prepara ad un lungo tour nei teatri di diverse regioni italiane.

Ingresso 5 euro
Prenotazioni al 327 3587181

Formia / Il filosofo Nilo Cardillo affronta La Repubblica di Platone

Il 5° incontro della 6 Stagione di Confronti è con il prof. Nilo Cardillo, già preside del Liceo Classico ” V. Pollione ” di Formia, e da sempre colonna dell’Associazione Confronti. 

Dopo Il Simposio e il Fedro, il prof. Nilo Cardillo affronta La Repubblica di Platone sabato 16 Febbraio , ore 18,00 , presso la Sala Ribaud del Comune di Formia

La Repubblica è, a giudizio di molti studiosi, il più importante tra i dialoghi di Platone, spesso frainteso a causa della sua straordinaria complessità.

In fondo quest’opera è lo specchio fedele della vastità e della ricchezza del suo pensiero, del quale è la summa e la sintesi. Platone parte dalla giustizia, poi allarga il campo di indagine fino a delineare la migliore costituzione di una ipotetica città, cercando di dipanare il difficile nesso tra etica, politica, psicologia, ontologia ed epistemologia, affrontando problematiche che risultano ancora attuali e lontane dall’essere risolte.
La Repubblica ha contenuti che vanno assai oltre ciò che il titolo promette, e molti lettori tendono a rimuovere i contenuti che non rientrano nel titolo, per cui finiscono per non comprendere il significato complessivo e più profondo dell’opera. Solo un terzo dell’opera tratta di questioni di carattere politico, mentre i restanti due terzi trattano della condizione umana, dell’ educazione dei giovani, e di tanta altre questioni che attengono alla nostra possibilità di essere felici, in questo mondo !
Al centro della Repubblica c’è il problema dell’ educazione dei giovani, come aveva lucidamente visto G. G. Rousseau, quando affermava che la Repubblica “non era un libro di scienza dello stato, come pensano coloro che giudicano i libri soltanto dal titolo, ma era il più bel trattato sull’educazione che fosse mai stato scritto”.
Esiste poi il problema del carattere “utopico” della concezione platonica e della sua irrealizzabilità. Anche se è vero che il termine “utopia” non esisteva al tempo di Platone, perché esso compare per la prima volta nel titolo dell’opera di Tommaso Moro, nel XVI secolo (De optime reipubblicae statu deque nova insula Utopia, libellua vere aureus, nec minus salutaris quam festivus ), in realtà il concetto di utopia era ben presente in tutta l’opera di Platone, e in modo specifico nella Repubblica, nella sua forma più nobile e più stimolante: non fuga dalla realtà in un mondo ideale, ma irrealizzabile, bensì modello paradigmatico al quale fare riferimento per trovare risposte adeguate alle situazioni difficili e complesse del momento storico in cui si vive.
La Repubblica non può venir considerata un’utopia nel senso di un castello in aria, un sogno a occhi aperti o un pio desiderio; al tempo stesso, essa non costituisce neppure un programma politico di breve periodo. Si tratta piuttosto di un progetto etico-politico non impossibile, anche se la sua realizzazione può collocarsi nella prospettiva di un remoto futuro, ma la cui formulazione è tuttavia efficace immediatamente sul piano intellettuale e morale. Essa costituisce un atto teorico autorevole e persuasivo: chiunque l’abbia conosciuto e condiviso, ne subisce fin d’ora il vincolo e il richiamo.
Il modello e il progetto della kallipolis rappresentano cioè l’orizzonte verso il quale egli orienterà fin d’ora la sua azione e il suo cammino nel mondo storico. Come Platone dirà nel libro IX, si tratta dunque di un paradigma “posto in cielo come un modello, offerto a chi voglia vederlo, e, avendolo di mira, insediarvi se stesso. Ma non fa alcuna differenza se essa esista da qualche parte o se esisterà in futuro: egli potrebbe agire solo in vista della politica di questa città, e di nessun’altra” (XI, 592b).

Ove personalità come Machiavelli o Tucidide compongono, in seguito a disavventure politiche, opere crudamente realistiche, Platone compie uno sforzo grandioso di riflessione e di costruzione teorica. Il Socrate del I libro, che ci ha introdotto al problema della giustizia, prende congedo da noi, e si trasforma, nelle mani di Platone, in un costruttore di città che si misura con idee radicali. Né mera utopia, né programma politico a breve termine, la Repubblica va dunque interpretata come un gesto audace e potente di immaginazione filosofica e insieme di costruzione razionale, capace di spezzare i limiti angusti dell’esistenza quotidiana e delle forme di pensiero conservatore che la esprimono, e di progettare un nuovo mondo possibile per l’esistenza individuale e collettiva. Su questi temi, Platone ha certamente lasciato ai suoi lettori e ai suoi interpreti il compito di continuare la discussione, che dura da ventiquattro secoli, a riprova della sua straordinaria fecondità, frutto di un pensiero che non finisce di trasformarsi e di ispirare chiunque si avvicini ad esso. Inoltre, l’utopia, prima di manifestarsi nella forma letteraria e nell’elaborazione filosofica, si presenta come una dimensione fondamentale dello spirito umano. L’uomo è originariamente inquieto, perché il suo essere è, insieme, finito e indefinitamente potenziale. Egli, in quanto spirito, anela alla perfezione o, comunque, a «più essere», ma tale anelito viene frustrato dalla sua finitezza e dalla inadeguatezza dei mezzi. Eppure, le continue frustrazioni, lungi dal prostrarlo e inchiodarlo al dato, all’immediatezza, che è propria dell’animalità, lo spronano ad agire, a procedere al di là del dato, del presente, dell’immediato, perché egli è sorretto dalla speranza, dalla coscienza, dalla libertà, dall’ eticità. La propensione verso il dover essere o, blochianamente, verso ciò che non è ancora è costitutiva dell’uomo. Perciò quest’ultimo può definirsi, ben a ragione, come homo utopicus.

INGRESSO GRATUITO

Formia / Il mercato del sabato resta a Largo Paone

Il mercato settimanale del sabato si farà e resterà una preziosa risorsa per l’economia cittadina”. L’assessore alle attività produttive e al turismo Kristian Franzini rassicura gli operatori ambulanti sulla questione del mancato rinnovo della convenzione sulla gestione del mercato di Largo Paone. “Una norma della legge regionale 33/1999 – precisa l’assessore – esclude la possibilità di autogestione relativa ai mercati settimanali. Per gli operatori, però, non cambierà nulla e continueranno a svolgere regolarmente le proprie attività negli orari e nelle modalità contemplati fino ad oggi.                                Ciò che cambierà è che dal 18 febbraio (data di scadenza dell’attuale convenzione), il Comune anzichè interfacciarsi con il Consorzio, che garantiva a nome di tutti gli operatori il pagamento dei tributi comunali, il rispetto degli spazi assegnati, l’orario di uscita, l’assicurazione per la copertura dei danni al patrimonio comunale e alle persone, dovrà farlo con ogni singolo operatore, così come avviene già nel mercato di via Olivastro Spaventola. Nel momento in cui dovesse passare il nuovo testo unico e venisse abrogata questa norma, noi saremo pronti e disponibili a risentire certamente il Consorzio, ma, ripeto, non sono in discussione le concessioni degli spazi e le licenze ad operare”.
“L’area di Largo Paone è un’attrattiva importante – continua l’assessore – e rimane una risorsa preziosa per la nostra città. L’obiettivo dell’amministrazione comunale, infatti, è quello di riorganizzare e strutturare l’intera zona per renderla ancora più funzionale. Non entriamo quindi in merito a discussioni interne alla categoria o ad eventuali problematiche tra le associazioni . L’amministrazione ritiene, al contrario, che sia necessario sedersi tutti attorno ad un tavolo e lavorare per l’interesse collettivo, al fine di evitare quelle divisioni che sono una delle cause principali dello stato di paralisi in cui versa la città. Non mi riferisco solo a questo settore, ovviamente”.
“Va detto, infine – conclude – che l’amministrazione vuole chiudere quel lungo capitolo della politica cittadina caratterizzato da tutta una serie di forzature il cui unico esito è stato quello di non fornire certezze agli operatori economici. Solo in questo senso va visto il mancato rinnovo della convenzione con il Consorzio”.