Formia / Terzo appuntamento con la rassegna "Fuori Rima"

Venerdì 8 febbraio alle 19 presso la sede di Fuori Quadro in via Vitruvio 344 a Formia terzo appuntamento della rassegna “Fuori rima” alla scoperta di poeti che raccontano poeti. L’incontro sarà un omaggio alla poetessa polacca già Nobel per la letteratura Wislawa Szymborska a cura di un poeta del territorio, Lorenzo Ciufo.

Wislawa Szymborska (2 luglio 1923 – 1 febbraio 2012), poetessa polacca, Premio Nobel per la letteratura nel 1996, racconta il mondo attraverso la sua poesia: l’amore per le piccole cose, per la natura, per le coincidenze di ogni giorno. Aveva un dono, raro anche nei poeti più affermati: sapeva restituire la meraviglia e lo stupore per ogni avvenimento umano.

Lorenzo Ciufo, docente di materie letterarie nel liceo di Gaeta. Ha lavorato e pubblicato opere nel campo della didattica speciale. Opera da anni nella promozione culturale. A Minturno ha fondato un gruppo di lettura condivisa e un presidio del libro. Nel 2011 ha pubblicato “La casa nuova” con nota di Adriano Petta, nel 2016 “Come se tutto bianco” per Ghenomena Edizioni.

Fondi / Appuntamento con la rassegna "Indovina chi viene al Gobetti"

Venerdì 8 Febbraio p.v., alle ore 11.00 presso l’Aula Magna dell’I.I.S. “Gobetti-De Libero” sede di via San Magno, il Professor Valerio Nardoni dialogherà con il pubblico sul tema “Un ritratto di García Lorca”. L’evento è il secondo appuntamento del nuovo ciclo di “Indovina chi viene al Gobetti?”, kermesse letteraria dell’Istituto di Istruzione Superiore “Gobetti-De Libero”, diretto da Miriana Zannella. Il progetto, ideato dalle docenti Giorgia Venditti e Vittoria Mazzucco, gode del patrocinio del Comune di Fondi ed è realizzato in collaborazione con il Mondadori Bookstore di Fondi.

Valerio Nardoni (Livorno, 1977), ispanista, si occupa di letteratura e traduzione letteraria, materie
che ha insegnato presso vari atenei (Modena, Pisa, Siena). Ha tradotto numerose raccolte di
poesia spagnola, attività per la quale ha ricevuto diversi riconoscimenti, fra cui il Premio Achille
Marazza per i “Sonetti dell’amore oscuro” di Federico García Lorca (2015), il Premio LILEC per
“Amore, mondo in pericolo” e il premio Benno Geiger per “Il corpo, favoloso”, due volumi che
compongono il libro postumo “Lungo lamento” di Pedro Salinas (2015). Ha inoltre curato
un’antologia di García Lorca per «Il Corriere della Sera» e, per i tipi di Einaudi, la raccolta di
racconti “Mentre le donne dormono” di Javier Marías. E’ direttore della sezione straniera del
Premio Ciampi – Valigie Rosse, di cui è uno dei fondatori. E’ autore di un romanzo, “Capelli blu”
(Edizioni e/o, 2012) e della raccolta poetica “Senso di facilità” (Passigli Editori, 2014). Dal 2015 è
docente di scrittura creativa presso la Scuola Carver di Livorno.

“Indovina chi viene al Gobetti?” è reso possibile grazie al sostegno di alcuni partner:
Bluecarcompany, #Hashtag abbigliamento, Conad Superstore, B&B Al giardino di Anna, Tammetta
Hurrà Enne, SP Academy.

Formia / Iniziato il progetto "La Zattera del Teatro"

Ha preso il via con l’inizio della settimana la XXXII edizione del Progetto “La Zattera del Teatro” promosso dal Teatro Bertolt Brecht di Formia all’interno delle Officine Culturali della Regione Lazio e del riconoscimento del MIBACT.

Circa 65 laboratori di teatro nelle scuole di Formia, Gaeta, Itri e Fondi con il coinvolgimento di più di 1500 ragazzi a cui si aggiungono gli operatori professionisti tra attori, registi, musicisti e scenografi. 

Ogni realtà con la propria storia, il proprio magazzino di potenzialità ed attenzione, con l’entusiasmo dei diversi docenti, dei dirigenti, del personale con un progetto da seguire, in base alla specificità di ogni operatore teatrale e di ogni scuole è pronta a lavorare con e sui ragazzi o utenti verso un obiettivo comune sostenuti dalle famiglie.

<Il teatro nelle scuole diventa sempre più una necessità educativa. Sempre più assistiamo nella scuola da parte dei bambini e degli adolescenti ad un impoverimento delle capacità di giocare insieme, di trovare con gli altri soluzioni comuni. Il teatro partecipa in maniera diretta e fondamentale allo sviluppo delle capacità di gioco di gruppo e alla crescita di quella intelligenza emotiva che ne deriva. L’intelligenza emotiva coinvolge l’abilità di percepire, valutare ed esprimere un’emozione; l’abilità di accedere ai sentimenti e/o crearli quando facilitano i pensieri; l’abilità di capire l’emozione e la conoscenza emotiva>, afferma il direttore artistico Maurizio Stammati.

Questa meravigliosa zattera di professionisti, bambini, ragazzi, adolescenti, operatori, docenti, genitori, dirigenti scolastici continua a viaggiare, conquistando remi e vele perché “le avventure accadono a chi le sa raccontare”.

Minturno / Iniziative con gli studenti per il Giorno del Ricordo

Il Sindaco di Minturno Gerardo Stefanelli e l’Assessore alla Cultura Immacolata Nuzzo presentano le iniziative per il Giorno del Ricordo (10 febbraio), sostenute concretamente dall’Amministrazione civica.

«Come da tempo programmato – dichiarano il Sindaco e l’Assessore – nelle mattinate di lunedì 11 e martedì 12 febbraio, accoglieremo circa 170 studenti, accompagnati dai rispettivi docenti delle terze classi delle Scuole Secondarie di Primo Grado di Minturno, Scauri e Spigno Saturnia in un percorso dedicato al “Giorno del ricordo”, per commemorare le vittime delle ‘foibe’. 

L’evento avrà luogo nelle sale inferiori del Castello, in quanto saranno installate delle postazioni in sequenza, illustrate dalla voce narrante dell’attore e regista Enzo Scipione, con sottofondo musicale. Gli studenti verranno suddivisi in tre turni nelle due giornate dedicate per favorirne attenzione, partecipazione e riflessione adeguate. Cogliamo l’occasione per ringraziare i dirigenti scolastici e i docenti, che hanno condiviso il nostro progetto di sensibilizzazione.  Lo scopo dell’iniziativa è quello di rinverdire la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo degli istriani, dei fiumani e dei dalmati italiani dalle loro terre durante ed immediatamente dopo la seconda guerra mondiale nonché della complessa, dolorosa  vicenda del confine orientale. È un modo anche per riaccendere i riflettori sul patrimonio socio-culturale degli italiani dell’Istria e della Dalmazia, sulle tradizioni di quella gente costretta a lasciare la propria terra di origine, che oggi risiede nel territorio nazionale e all’estero».