In Provincia di Latina un finanziamento da 10milioni di euro dal MIUR per l’edilizia scolastica.

Nella mattinata di martedì 8 ottobre si è riunita la commissione lavori pubblici della Provincia di Latina, durante la quale il Presidente della Commissione Edilizia,Pasquale Cardillo Cupo, affiancato dai consiglieri membri  Luigi Coscione, Ennio Afilani, Rita Palombi e Domenico Villani, dal Dirigente Francesco Carissimo e dal Dottor Pio Tacconi, responsabile del settore edilizia scolastica, ha annunciato l’arrivo di un finanziamento di 10 milioni di euro da parte del MIUR per interventi di manutenzione scolastica a favore degli edifici provinciali che necessitano di un immediato restyling.

Il finanziamento, sarà a favore degli istituti Salvemini e Grassi di Latina, il Pacifici De Magistris di Sezze, il Teodosio Rossi di Priverno, l’istituto omnicomprensivo Fusco di Castelforte, il Pacinotti di Fondi, l’Alberti di Minturno ed il Fermi di Gaeta ; a Formia, invece, gli interventi riguarderanno il liceo classico Vitruvio Pollione, l’IPSEOA A. Celletti, IISS Filangieri-Fermi e  l’ex scuola magistrale, attuale liceo M.T. Cicerone.     

Il finanziamento ottenuto – ci ha tenuto a precisare Pasquale Cardillo Cupo, Presidente della Commissione Edilizia della Provincia di Latina e consigliere comunale di Formia in forza a fratelli d’Italia-   ricade nel lavoro di programmazione e pianificazione svolto in modo strategico da parte dell’Ente, che così rispecchia la sua mission di avere tra le priorità la formazione e la sicurezza nei luoghi scolastici”.

Cupo ha annunciato inoltre, che i lavori verranno tutti ultimati, come da cronoprogramma, entro il 2020 e metteranno in massima sicurezza e fruibilità gli edifici, testimoniando come l’edilizia scolastica sia il fiore all’occhiello di una Provincia attenta e vigile.

Formia, il parcheggio è aumentato e molte cose sono poco chiare per la Lega di Formia.

“A Formia, nel silenzio più assoluto è stato aumentato il costo dell’abbonamento per cui chi deciderà legittimamente di fare un abbonamento non annuale pagherà un prezzo maggiore senza alcun posto auto in più, soprattutto sui lungomari, andando a disincentivare il turismo degli stabilimenti balneari”.

 Questa la dura critica lanciata da Vittorio Pecorino, coordinatore Lega di Formia, nei confronti dell’amministrazione comunale e a pochi giorni dall’inizio della gestione dei parcheggi a pagamento da parte della K-City, la società che si occuperà delle strisce blu in città per i prossimi 6 anni.

Già era poco chiaro l’affidamento alla K-City, ha dichiarato Pecorino, un’aggiudicazione che va al di là di una pubblicizzazione del servizio così come annunciato in campagna elettorale dall’attuale sindaco e che viene criticata anche dall’ex assessore e braccio destro del Sindaco, Fulvio Spertini, il quale parla chiaramente di mancanza di requisiti o peggio ancora di requisiti aggirati.

Ed ora ci sono molte altre cose che sono poco chiare  : a 7 giorni dall’insediamento ed entrata in servizio della nuova società,  non è ancora terminato il passaggio di cantiere che deve garantire tutto il personale compreso quello delle pulizie; l’utilizzo di un ufficio comunale, con relativa fornitura di corrente pagata dal Comune di Formia,  quando invece all’articolo 6 del Capitolato viene enunciato che il concessionario dovrà dotarsi di idoneo ufficio, nello stesso Comune, in zona centrale, accessibile alle persone diversamente abili , atto alle attività di Front e Back Office inerenti la gestione delle aree di sosta a pagamento.

La Lega di Formia si dice, infine, pronta a chiedere lumi al segretario se sia stata presa in carico dalla società vincitrice il multipiano della stazione dove si stanno incassando soldi, al contrario sarebbe gravissimo e si augura che questa volta non venga data la colpa alle precedenti amministrazioni.

Apre a Formia "Synthesia - Studio di Psicologia" un nuovo spazio per chi vuole ampliare i propri orizzonti e riprendere il timone della propria vita

ATTUALITA’: Inaugurato a Formia “Synthesia – Studio di Pasicologia” della Dott.ssa Francesca Zinicola, uno nuovo spazio di riferimento per chi vuole ampliare i propri orizzonti e riprendere il timone della propria vita.
Lo studio Syntesia, si avvale della collaborazione della Dott.ssa Giuseppina Della Valle, psicologa – psicoterapeuta, che collabora con la Dott.ssa Zinicola da diversi anni.

Tra le varie inizative, portate avanti dalle due dottoresse, possiamo ricordare la campagna internazionale “Settimana del Cervello 2018” ed a partire dal 2019 il progetto “Invecchiare bene” rivolto agli over sessanta. “Il nome ‘Synthesia’, nasce da quello che è stato il nome della mia barca, da quello che è stato a lungo simbolo di libertà e infiniti orizzonti – spiega la Dott.ssa Zinicola – Ora con lo stesso spirito di avventura mi accingo in collaborazione con la Dott.ssa Della Valle ad esplorare le immensità dell’essere umano”.

Lo studio inizierà le proprie attività il prossimo 15 ottobre alle ore 17.30, avendo aderito all’iniziativa “Studi aperti” organizzata dal CNOP, in occasione della Giornata Nazionale della Psicologia, offrendo uno spazio di condivisione in cui si parlerà dei “Diritti dell’Anima” per ricordare cosa nella nostra esperienza abbiamo ritenuto importante, prezioso e di valore.

Il giorno successivo, 16 ottobre sempre alle 17.30 partirà, invece, “Salotto Syntesia” uno spazio di condivisione e confronto su tematiche legate al benessere psicofisico con cadenza mensile. Primo appuntamento “Imparare a volersi bene”.

Per maggiori informazioni è possibile contattare “Synthesia – Studio di Psicologia” seguendo la pagina facebook Synthesia – Studio di Psicologia Dott.ssa Francesca Zinicola all’indirizzo https://www.facebook.com/synthesiastudiodipsicologia/

La seconda vita di Emma Pushpa

Ho incontrato lo sguardo di Emma Pushpa, una ragazza dello Sri Lanka, dallo sguardo fiero, l’ho incontrata in un meeting di arti orientali e la cosa che al momento mi ha colpito è che fosse su una sedie a rotelle, ma poco dopo l’ho vista in piedi praticare insieme con gli altri atleti e la cosa se da una parte mi ha colpito, dall’altra mi ha fatto piacere, perchè i suoi gesti lenti di pratica orinetale facevano sparire l’immagine della sedia a rotelle.

Mi sono, dunque, incuriosito ed ho scambiato due chiacchiere con lei, la cosa che mi ha lasciato senza parole è stato quando, con una tranquillità inimmaginabile mi ha parlato di una sua seconda vita; come era possibile che una ragazza così giovane avesse già vissuto una prima vita ed ora ne stava vivendo una seconda? Una domanda alla quale lei ha risposto con la tranquillità degli spiriti guerrieri e mi ha raccontato la sua esperienza.

Emma, tu spessi parli della tua seconda vita, perchè?

Parlo di seconda vita perché all’età di tredici anni, dopo tanta violenza non solo fisica, ma anche fatta di continue umiliazioni e di un sistema scolastico che certamente non ti aiutava assolutamente, parlo degli anni ’80 quando non esistevano psicologi o altre figure alle quali poter chiedere aiuto, ho deciso, dopo tre tentativi, perché avevo comunque molta paura, di gettarmi nel vuoto dal quinto piano di un palazzo, mi sono lanciata nel vuoto, cadendo da un’altezza di circa 13 metri. Mio padre mi ha raccolto e mi ha portato in ospedale, ero incosciente e mi hanno messo in coma farmacologico per alcuni giorni. Sono caduta in piedi sul cemento ed in ospedale non si sono accorti della frattura che lentamente mi stava scheggiando il midollo. Ciò che mi fa più male è non essere riuscita mai a parlare a mio padre di questo evento, per non riaprire la ferita troppo dolorosa. Sono convinta, comunque, che da lassù, degli angeli mi abbiano salvato la vita ed è stato da quel momento che ho iniziato una nuova vita. Il mio è stato davvero un gesto molto brutto, ma figlio della disperazione, in quel momento mi sembrava di non avere alternative, ero vittima del mio dolore ed ho scelto la strada apparentemente più facile. Aggiungo che come dicevo, erano gli anni ’80 e vivevo in un piccola città del nord, dove il mio colore della pelle era per me una gabbia; un non volere o non riuscire ad accettare le mie origini, perché me l’hanno fatto vivere male.

Cosa hai imparato dalla tua esperienza?

Che anche se ho vissuto su una carrozzina per circa 7 mesi, ero uguale agli altri, che il dolore non ha colore. Eravamo tutti uniti, per riuscire ogni giorno a vivere, ognuno con le proprie difficoltà, ma ero felice perché per la prima volta, nessuno, al centro di riabilitazione, mi ha fatto sentire inferiore, eravamo tutti uguali, eravamo un gruppo e ho compreso che il mio dolore non era l’unico e che la vita è un respiro, un attimo ci sei e l’altro, per una qualsiasi imprudenza o per una decisione sbagliata ti puoi ritrovare completamente con una vita cambiata.

Quale messaggio ti senti di dare a tutti i giovani e meno giovani che vivono delle difficoltà?

Se posso permettermi cambio la domanda. Il mio messaggio soprattutto per chi sta bene è che la nostra vita è preziosa. Io ho fatto un brutto gesto, ma perché allora c’era un clima molto più omertoso di quanto accade oggi. Ora i tempi un po’ sono cambiati e se qualcuno ha difficoltà soprattutto nell’ambito scolastico, divenendo vittima di bullismo o subisce violenze in casa, trova molti più luoghi dove poter ricevere aiuto, senza doversi vergognare. Il mio consiglio è anche quello di imparare a difendersi, anche con pratiche marziali, perchè per quella che è la mia esperienza, le arti marziali aiutano a rinforzare la propria autostima. Per chi è adulto, invece,è importante imparare ad ascoltare di più il proprio corpo. Per chi poi sta vivendo dei momenti di difficoltà, il mio consiglio è quello di fare meditazione e imparare a respirare. Io che ci sono passata e purtroppo sono di nuovo su una carrozzina a causa di una malattia rara, ma queste pratiche mi stanno aiutando molto.

E per chiudere come si immagina Emma guardando al futuro, Cosa vorrai fare da grande, quale progetti hai per il futuro?

Poter guarire da questa malattia rara e riuscire a dar voce a chi è invisibile. Molti hanno malattie con dolore, ma nella nostro sistema sanitario, il dolore non è contemplato e molti vivono situazioni pesanti senza che nessuno se ne accorga, perché troppo occupato a vivere la propria vita, senza accorgersi che la gente sta male, la terra sta male, c’e troppo egoismo, e questo mi fa piangere il cuore.

La vita di Emma Pushpa sembra un romanzo, il suo racconto colpisce e colpisce duro come un pugno allo stomaco, ma porta con se un grande insegnamento per chi vive in una situazione di difficoltà, Emma ha vissuto quasi 3 anni in una casa famiglia, poi in un centro sociale, ha partecipato al G8 di Genova, correndo tantissimo, non ha mai rinnegato nulla di quello che ha fatto, perchè tutte le esperienze, quelle belle e quelle doloroso sono servite a fortificare un carattere di una donna che oggi lotta contro una malattia che prova a rallentare la sua gioia di vivere. Così salutandomi ci dice che ora deve tornare a casa dove c’è qualcuno che l’aspetta, mi dice, infatti, “Ora vivo da sola con il mio gattone che è il mio più grande tesoro”

di Enrico Duratorre