Un ponte di parole, Il concorso letterario 2020

È indetta la quinta edizione del concorso letterario “Un ponte di parole”, allo scopo di diffondere una cultura che dia risalto alla promozione delle pari opportunità socio-culturali, dell’integrazione e all’abbattimento delle distanze sociali e culturali attraverso il mezzo letterario. Con particolare riferimento all’accoglienza del diverso da me e della pacifica convivenza.

Il regolamento prevede due sezioni. Nella prima sezione saranno premiate le poesie, i racconti, le raccolte di poesie/racconti inediti a tema libero, di autori stranieri che vivono in Italia e scrivono in lingua italiana. Nella seconda sezione le poesie o i racconti inediti sul tema dell’immigrazione/integrazione di autori italiani.

Come sempre, non è previsto alcun contributo economico per la partecipazione al concorso, per entrambe le sezioni. Una forma corretta per non limitare la partecipazione, non avvantaggiare e non escludere nessuno.

Una giuria presieduta dalla giornalista e poetessa Sandra Cervone, presidente di deComporre Edizioni, e formata da critici cinematografici, saggisti, docenti, scrittori, poeti valuterà le opere pervenute, selezionando prima una rosa di sei finalisti (tre per sezione) e poi il vincitore dell’edizione al quale sarà pubblicata l’opera in cento copie per deComporre Edizioni).

Le opere vanno inviate a redazione.decomporre@tiscali.it complete di nome, cognome, recapito telefonico e breve biografia dell’autore. La scadenza è fissata al 30 marzo 2020. Info al 3289340232 (Stefania Dell’Anno, Uni-verso integrato) oppure 3394073283 (Sandra Cervone, deComporre Edizioni).

Spigno Saturnia, Apre la mostra “Aurunci – Nature Photography”

La natura dei monti Aurunci in mostra a Spigno Saturnia superiore da domenica 15 dicembre 2019 presso il centro servizi del Parco dei Monti Aurunci. Si intitola “Aurunci – nature photography” la mostra fotografica, ad ingresso libero, organizzata dal comune di Spigno Saturnia, nella persona del sindaco Salvatore Vento. Dieci autori e 55 foto selezionati dai due curatori, Beniamino David e Luca De Siena, tra i fotoamatori locali che negli ultimi anni hanno messo al centro dei loro scatti la natura di queste montagne.

Saranno esposte foto di Raffaele Bianco, Christian Cardia Marcello Carnevale, Beniamino David, Marcello De Meo, Luca De Siena, Manuela Miceli, Florenza Nacca e Enzo Orgera, Michele Soprano. La mostra resterà aperta da venerdì 20 dicembre a lunedì 30 dicembre 2019 e nei fine settimana del nuovo anno fino al 12 Gennaio 2020. Giorni e orari più precisi saranno sul sito del comune di Spigno Saturnia o alla pagina Facebook dell’evento.

Il vento danneggia il castello di Minturno

Il forte vento di queste ore ha provocato seri danni alle finestre delle sale del Castello baronale di Minturno.

Per questi motivi e considerata l’allerta meteo il sindaco Gerardo Stefanelli è l’amministrazione comunale scusandosi con gli spettatori hanno deciso di annullare lo spettacolo da loro messo in scena ‘Quatto de Nui’ che si doveva svolgere questa sera all’interno del castello.

Ritorna la rassegna 'Di poeta in poeta' promossa dal Teatro Bertolt Brecht

Sabato 14 dicembre 2019, alle ore 18:00 nella Sala Iqbal Masih, ex Sala del Carmine, in via Vitruvio, 342, a Formia, con ingresso libero, si svolgerà il primo incontro della rassegna “Di poeta in poeta” promossa dal Teatro Bertolt Brecht all’interno del progetto “Officine culturali” della Regione Lazio e del riconoscimento del Mibact.

Primo appuntamento dedicato all’epistolario di Franz Kafka a Milena Jesenská, a cura di Pasquale Gionta, con la direzione artistica di Maurizio Stammati, letture di Salvatore Bartolomeo, Antonella Spirito, Serina Stamegna e Maurizio Stammati, e con l’accompagnamento pianistico di Luigi Pecchia.

«Un fuoco vivo come non ne ho mai visti»: così è per Franz Kafka (1883-1924) la giovane traduttrice ceca Milena Jesenská Pollak (1896-1944), conosciuta e amata sul finire della vita. A lei Kafka comincia a scrivere nell’aprile del 1920, sul balcone della pensione Ottoburg di Merano, dove si era recato per un soggiorno di cura. Donna generosa, sino all’eccesso, in amore e in amicizia, valori che anteponeva a tutto, donna coraggiosa e ribelle, capace di scelte che la condurranno fino alla morte in un campo di sterminio nazista, Milena diventa per Kafka poesia pura, musa ispiratrice nella ricerca di una solitudine per scrivere. Nessun’altra donna nella vita di Kafka riuscì a scandagliare tanto in profondità l’animo di un uomo costretto all’ascesi non per vocazione o come scelta eroica, ma per l’incapacità di scendere a compromessi.

Le Lettere a Milena sono la cronistoria di un amore complesso, intenso e già destinato a finire ancora prima di iniziare, un amore «impossibile» per un uomo che se ne serviva come «un coltello per frugare» dentro se stesso. La loro relazione è testimoniata da questa inquieta e struggente corrispondenza, una testimonianza tra le più rifulgenti della letteratura europea. Un incontro tra mondi diversi sullo sfondo dell’«epoca ebraico-occidentale» di cui Kafka è l’estremo rappresentante. Un itinerario ai limiti della parola e del dicibile, senza approdi definitivi perché, scrive Kafka a Milena, «siamo in ogni caso in viaggio, più che partire non si può».