21 marzo 2020: la Memoria e l'Impegno non si fermano


Sabato 21 marzo ricorre la XXV Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie promossa da Libera e Avviso Pubblico. Quest’anno il Presidio Sud Pontino “don Cesare Boschin” avrebbe voluto organizzare la manifestazione nel comune di Priverno, ma purtroppo a causa della pandemia Coronavirus tutto ciò non è stato possibile.

Insieme al referente del presidio don Francesco Fiorillo, proviamo comunque a gettare semi di speranza, attraverso le sue parole: ”È finito il tempo di pensare solo a noi stessi. E’ arrivato, inaspettato, ma desiderato da molti, il tempo di un’unica famiglia umana, il tempo di Vita vera, il tempo della corresponsabilità. Non dimentichiamolo, prima di una questione di regole e di legalità, è una questione di responsabilità e di impegno verso ciascuno. Gli unici ingredienti indispensabili della speranza sono la Vita e la sua responsabilità.

Non lasciamoci rubare la Speranza ha gridato più volte Papa Francesco. Oggi questo grido lo comprendiamo tutti. La Speranza è un bene essenziale ma fragile, ha bisogno di essere difeso ogni giorno dall’impegno di ciascuno. Lo vediamo e lo sentiamo forte in questi giorni, quando ognuno fa la sua parte tutti ne traggono beneficio, quando qualcuno cade nella trappola del disimpegno, crolliamo tutti. Per la prima volta dopo 25 anni non saremo insieme oggi, giorno di primavera, a colorare le piazze d’ Italia, ma in questi giorni difficili dove è fondamentale restare a casa non vogliamo far mancare il nostro abbraccio ai familiari delle vittime innocenti delle mafie. E la memoria non si ferma, come non si ferma il ricordo di tutte le vittime.

Il 21 marzo non è mai stata una data fine a sè stessa, ma sempre la tappa di un impegno che dura 365 giorni all’anno nelle scuole, nelle associazioni, nelle parrocchie e dovunque i cittadini vivono quella responsabilità per il bene comune che è il primo antidoto al male delle mafie e della corruzione. Le vittime delle mafie non vogliono essere solo ricordate. Vogliono che continuiamo il loro impegno, che realizziamo le loro speranze. Sarà per noi un 21 marzo memorabile, da tenere vivo per sempre. Nel nostro territorio l’avremmo vissuto quest’anno a Priverno, con migliaia di giovani e di uomini e donne di buona volontà, lo vivremo in tutte le case del nostro Sud Pontino. Buttate tutti un pensiero di memoria al Cielo e alla Terra oggi, parlatene con i vostri figli, i vostri genitori, i vostri amici.

Che sia un 21 marzo più potente, contagiando chiunque vive con noi nelle nostre case. La casa è luogo di memorie e di impegno. Allora viviamolo così, facendo sentire la nostra vicinanza ai familiari delle vittime di ogni tipo di mafie e corruzioni. Andrà tutto bene, se insieme ci impegniamo. Vi lascio con un proverbio africano che risuona nel mio cuore in questi attimi: Se vuoi arrivare per primo cammina da solo, se vuoi arrivare lontano cammina assieme agli altri. Non è più tempo di pensare solo a sé stessi.”

I volontari della Croce Rossa Italiana in servizio a Fondi per l’emergenza fanno casa al Monastero San Magno

«Allarga lo spazio della tua tenda,
stendi i teli della tua dimora senza risparmio,
allunga le cordicelle, rinforza i tuoi paletti»
Is 54,2

A seguito dell’Ordinanza del Presidente della Regione Lazio che da oggi, in risposta all’emergenza epidemiologica da COVID-19, ha ordinato ulteriori misure relative al Comune di Fondi in materia di igiene e sanità pubblica, la Chiesa diocesana di Gaeta, con il Vescovo Luigi, intende far giungere a tutti i cittadini di Fondi la propria vicinanza e il proprio sostegno.

Così, rispondendo proprio alla richiesta della Regione Lazio, ha prontamente dichiarato la disponibilità, nella persona del responsabile della Fraternità del Monastero, don Francesco Fiorillo, ad accogliere il gruppo di volontari della Croce Rossa Italiana provenienti da più zone d’Italia che nei prossimi giorni “faranno casa” presso il Monastero San Magno.

La Fraternità del Monastero quotidianamente incarna proprio l’invito del profeta Isaia ad allargare lo spazio della tenda, a stendere i teli della dimora senza riserve e a rinforzare i paletti per guardare il futuro con altri occhi. Così, rispondendo alla naturale vocazione dei Monasteri e al servizio che storicamente hanno dato ai pellegrini e alle popolazioni, di risposta ai momenti più bui e di grande crisi, anche oggi la Chiesa di Gaeta desidera accogliere proprio nel Monastero San Magno, a Fondi, coloro che si prenderanno cura dei più fragili della città.

Proprio come testimoniano le antiche pietre del Monastero, sarà questa l’occasione per tutti, per i volontari in primis, per ripartire insieme e per trasformare ogni ferita in feritoia.