Alice nel paese delle meraviglie in scena al Teatro Remigio Paone di Formia

Alice nel paese delle meraviglie in scena al Teatro Remigio Paone di Formia

Domenica 20 gennaio alle 17 al Teatro Remigio Paone di Formia nuovo appuntamento con la stagione “Famiglie a teatro” promossa dal Teatro Bertolt Brecht all’interno del progetto “Officine culturali” della Regione Lazio e del riconoscimento del Mibac.

In scena un classico fiabesco come “Alice nel paese delle meraviglie” nel riadattamento della compagnia “La mansarda – Teatro dell’orco” di Caserta. Chi non ricorda la celebre Alice, la bambina nata dalla penna di Lewis Carroll, che nel 1865, nel suo famoso romanzo, racconta le sue mirabolanti avventure nel “paese delle meraviglie”. Un paese in cui sarà la stessa protagonista, infatti, ad accogliere e condurre gli spettatori ed a condividere con loro gli incontri con i personaggi più significativi della sua storia: il Bianconiglio, lo Stregatto, il Cappellaio Matto e la terribile Regina di Cuori tra oggetti che ridono e parlano.

Possibile che sia tutto un sogno? Venite a teatro… il finale è a sorpresa.

Da Wikipedia

Alice nel Paese delle Meraviglie, è un romanzo fantastico pubblicato per la prima volta nel 1865 dal matematico e scrittore inglese reverendo Charles Lutwidge Dodgson, sotto il ben più noto pseudonimo di Lewis Carroll.

Il racconto è pieno di allusioni a personaggi, poemetti, proverbi e avvenimenti propri dell’epoca in cui Dodgson opera e il “Paese delle Meraviglie” descritto nel racconto gioca con regole logiche, linguistiche, fisiche e matematiche che gli hanno fatto ben guadagnare la fama che ha. Il libro ha un seguito chiamato Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò. Nella maggior parte dei casi gli adattamenti teatrali e cinematografici preferiscono fondere insieme elementi dell’uno e dell’altro.

Lo statunitense Martin Gardner ha pubblicato un’opera intitolata The Annotated Alice che riproponeva il testo di entrambi i libri arricchito da numerosissime note esplicative che spiegavano tra l’altro i riferimenti più o meno conosciuti ai vari poemetti vittoriani di cui Dodgson propone parodie nei suoi libri.

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