Formia, ricordo di Marco Tullio Cicerone

Per l’anniversario dell’uccisione di Marco Tullio Cicerone, avvenuta a Formia nel 43 a.C., la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle Province di Frosinone, Latina e Rieti e il Comune di Formia, in collaborazione con l’associazione degli Avvocati del Sud Pontino, la RTA Sinus Formianus e il liceo “Cicerone – Pollione”, organizzano una giornata per ricordare i poliedrici aspetti di uno dei più incisivi e più noti protagonisti della Roma tardo repubblicana.
La mattinata vedrà l’apertura straordinaria di uno dei monumenti simbolo di Formia,  situata sulla Via Appia, nota come Tomba di Cicerone. Le visite guidate si svolgeranno ogni 30 min dalle 10.00 alle 13.00 e al termine sarà possibile lasciare una dedica all’antico oratore.
Nel pomeriggio, il Teatro Remigio Paone sarà lo scenario  per l’incontro durante il quale

Nei luoghi di ciceroneattraverso gli interventi della  professoressa Giovanna Chiappalone, dell’Avv. Pasquale Di Gabriele, del Dott. Raffaele Capolino e le letture di alcuni brani tratti dai classici (letture affidate agli studenti del Liceo Cicerone-Pollione ) si metteranno in luce differenti aspetti del grande oratore e il suo legame con la città di Formia.

L’intervento conclusivo sarà a cura della dott.ssa Giovanna Rita Bellini, funzionario della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Province di Frosinone, Latina e Rieti che parlerà dei Luoghi di Cicerone a Formia e presenterà l’itinerario turistico “I luoghi di Cicero” (La Tomba, La Villa maritima (proprietà Lamberti) e l’Area archeologica di Caposele) che sarà inaugurato domenica 9 dicembre dalle 10.00 alle 13.00. L’apertura e le visite guidate saranno a cura di RTA Sinus Formianus. 
La volontà comune dell’Amministrazione comunale e della Soprintendenza è lavorare affinché la ricorrenza del 7 dicembre diventi un appuntamento fisso per la comunità.
Visite guidate ogni 30 minuti circa
Ingresso libero, a gruppi, in ordine di arrivo.

Formia, di poeta in poeta - Angela Maria Ripellino

Il collettivo teatrale Bertolt Brecht organizza per venerdì 7 dicembre, alle
ore 18, presso la sede del laboratorio-teatro sita nel quartiere Mola di Formia, un incontro dal titolo “Lo splendido violino verde: 40 anni dalla scomparsa di Angelo Maria Ripellino”, 

un omaggio allo slavista e poeta A. M. Ripellino condotto da Pasquale Gionta, cultore di lingue e letterature straniere, con interventi musicali del giovane maestro Paolo Zamuner, conosciuto e apprezzato pianista e concertista, con un inserto multimediale realizzato dall’esperto informatico Luigi Pinelli, e letture a cura di Salvatore Bartolomeo, Pasquale Gionta, Pompeo Perrone, Serina Stamegna, Maurizio Stammati. L’appuntamento è inserito nella rassegna “Di poeta in poeta”, nel progetto “Officine Culturali” della Regione Lazio e del riconoscimento del Mibac.

L’omaggio a Ripellino nasce dall’esigenza, avvertita dai componenti del collettivo teatrale e dai curatori dell’iniziativa, di rendere manifesta la contiguità esistente tra la parola p

 del bosco boemo (Einaudi 1975; seconda edizione: Storie del bosco boemo e altri racconti, Mesogea 2006). Tra i titoli postumi ricordiamo: Saggi in forma di ballate (Einaudi 1978), L’arte della fuga (Guida 1987), I fatti di Praga (Scheiwiller 1988), Siate buffi (Bulzoni 1989), e la raccolta di liriche Scontraffatte chimere (Pellicanolibri 1986).

Angelo Maria Ripellino è stato un grandissimo critico e traduttore polifonico. Nel suo lavoro critico, la scrittura si fa sovente partecipazione patetica, ardore di testimonio appassionato, dialogo con

oetica e l’invenzione teatrale, incamminarsi appunto – attraverso l’opera ripelliniana –  lungo un percorso di scoperta verso nuovi territori del meraviglioso.
Il rigore critico-filologico e la divagazione fantastica celebrano, nella scrittura di Angelo Maria Ripellino, un rarissimo connubio. Nato a Palermo nel 1923 e  prematuramente morto a Roma nel 1978, egli è stato professore di letterature russa e ceca presso l’università di Roma, poeta e critico teatrale del settimanale “L’Espresso”. Ha pubblicato per primo in Italia le poesie di Boris Pasternak (Einaudi 1957) e la prosa di Andrei Belyj (Einaudi 1961), oltre a numerosi altri scrittori slavi tra i quali i poeti boemi Halas e Holan, e varie opere saggistiche. Ha pubblicato anche sei raccolte di versi: Non un giorno ma adesso, 1960; La fortezza d’Alvernia, 1967; Notizie dal diluvio, 1969; Sinfonietta, 1972; Lo splendido violino verde, 1976; Autunnale barocco, 1977 (che confluiscono nell’antologia postuma, Poesie, Einaudi 1990, e nelle più recenti: Poesie prime e ultime, Aragno 2006, Notizie dal diluvio – Sinfonietta – Lo splendido violino verde, Einaudi 2007), e i racconti Storie

 

se stesso: critica non accigliata, mai pedantesca, critica come gaiezza, «tentativo di agghermigliare la gioia della parola». Eppure la vocazione lirica di Ripellino, non appagata di splendere nel “saggio in forma di ballata” o in libri-poema come Praga magica, finisce per esigere un proprio spazio autonomo. All’enorme lavoro pionieristico da lui svolto per introdurre nel nostro paese scrittori, poeti ed artisti di area slava, Ripellino accompagnò per tutta la vita – quasi vergognandosene – l’esercizio (insopprimibile) della poesia, nella quale il mondo come bric-à-brac è “inventariato” alla luce del dolore. Ed egli fu  poeta di intensa, preziosa e clownesca melanconia.

Nei suoi versi, il mondo esplode in una fantasticheria di candele, violini, treni e meteore, lontananze geografiche, spettacoli, armadi, stupìte pagine di natura. Ripellino ha inteso « presentarsi con pathos e con indirizzo in un tempo di secche registrazioni, e non celare la propria inermità, le corde del proprio dolore». Ma, sebbene sempre percorsa dal timore del nulla e dal dolore (per le violenze della malattia come per quelle dell’invasione cecoslovacca), questa poesia ha per centro la gioia, chiamata a ferire il grigiore balenando nelle fantasmagorie verbali, nello sfarzo di immagini. «L’esercizio della poesia è una prova di resistenza alle asperità quotidiane e all’indifferenza degli uomini. […] Scrivere poesie nell’assedio in cui siamo invischiati vuol dire caparbietà di non soccombere agli sfaceli, di sopravvivere, tenendo a distanza con la magia del Belcanto, con la pienezza polposa delle parole, con gli esorcismi delle paronomàsie e delle assonanze, la Morte».

 

Ingresso libero

Mobydick, Il 2 dicembre al Teatro Remigio Paone

Dopo il successo dell’apertura, domenica 2 dicembre alle ore 17:00 al Teatro Remigio Paone il secondo appuntamento di “Famiglie a teatro”, la stagione di teatro per ragazzi promossa dal Teatro Bertolt Brecht di Formia all’interno del progetto “Officine Culturali” della Regione Lazio e del riconoscimento del MIBAC.

In scena “Mobydick” della compagnia “I guardiani dell’oca” di Chieti, liberamente tratto dal capolavoro di Melville. <Chiamatemi Ismaele. Alcuni anni fa, non importa quanti, avendo pochi soldi in tasca e nulla di particolare che mi legasse alla terra ferma, decisi di prendere la via del mare, non so perché, forse per il gusto dell’avventura o forse perché volevo vedere più da vicino le balene>, questa l’avventura narrata nella rivisitazione per i bambini, fatta di uomini coraggiosi, di tempeste, strani incontri, misteriose creature marine, capitani coraggiosi, ma soprattutto fatta da infiniti sussulti dell’anima, che come onde impetuose, spingeranno il pubblico verso l’ignoto, verso quel blu profondo nel quale ogni desiderio di conoscenza combatte per scongiurare il proprio naufragio. Moby Dick, è una storia fatta di continui cambiamenti, fatta di vele issate o ammainate, di lanterne dalla fioca luce e di legni vissuti del ponte di una nave in costante movimento nei colori del mare.

E’ una storia avventurosa dai dialoghi intensi, comici e a volte poetici; una storia fatta di attori, pupazzi, sagome e ombre, che interagendo nel gioco narrativo, cercano un delicato equilibro affabulatorio capace di conquistare ogni attento ascoltatore. In questa cornice, fatta di una teatralità che non rinuncerà mai alla sua vocazione di stupire con l’essenzialità delle cose semplici, agiranno i principali protagonisti del capolavoro di Herman Melville. Ecco che la sfida sui mari tra Acab e Moby Dick è servita, narrata da chi, testimone inconsapevole della deriva inesorabile di ogni ragione, non rinuncia al suo istinto vitale che lo vede aggrappato ad un pezzo di legno come unico superstite in mezzo ad un mare di solitudine ed immensità.

Ingresso 5 euro

Info e prenotazioni
www.teatrobertoltbrecht.it
327 3587181
tbbcomunicazione@gmail.com

Vogliono farvi Tacere, voi Gridate – Assemblea diocesana 2018-2019 – La prima tappa

Inizia il percorso assembleare del nuovo anno pastorale 2018-2019.
Tre tappe di un cammino, attraverso le quali, seguendo le indicazioni del nostro vescovo Luigi, la Chiesa diocesana lascerà la parola ai giovani. Loro sono il presente, della Chiesa e del Mondo. Un tempo lungo in cui i giovani saranno i protagonisti, che dopo giugno si aprirà a una nuova fase.

La I tappa è dedicata a tutti voi educatori, che avete il difficile compito di accompagnarli a spiccare il volo, a vivere liberi, a osare. Genitori, insegnanti, catechisti, assistenti sociali, allenatori, preti… voi adulti che con i giovani ci “lavorate” ogni giorno.

Circa 20 laboratori saranno l’occasione per ascoltare dai giovani, che saliranno in cattedra, il loro mondo e la bellezza che li attrae.
Nell’atto dell’iscrizione, che sarà utile a formare i laboratori, per necessità a numero chiuso,
scegliete l’ambito più lontano da voi, quello che vi sembra più critico della vita dei giovani…
e aprite il cuore alla bellezza che scorrerà come un fiume.

Gli ambiti da cui scaturiranno i laboratori: Sport; Immigrazione; Arte; Cinema; Scuola; Letteratura; Politica; Lavoro; Musica; Sessualità; Pace; Volontariato; Videogiochi; Creato; Social” .