Formia / Arriva lo "Street Book Festival"

Sabato 26 gennaio nella sala “Falcone e Borsellino” del comune di Formia si terrà la rassegna letteraria itinerante “Street Book Festival”, l’evento organizzato da ArtCloud e patrocinato dall’assessorato alla cultura del Comune di Formia.

La neonata associazione che ha solo due anni di vita si pone l’obiettivo di riscoprire e valorizzare i piccoli borghi, tesori anche spesso inesplorati e dimenticati. L’Art Cloud inaugurò le sue attività con la rivista d’arte ArtCloud.news, ricca di contenuti multimediali dedicati al mondo dell’arte, si avvale di un linguaggio adatto ad un target variegato e trasversale a tutti i gusti. Diverse le collaborazioni con testate giornalistiche tra le quali “Il Tempo” e la rivista “Shalom”, oltre che con la nota influencer d’arte Clelia Patella, autrice di numerosi servizi per la rivista Off.

In questa prima edizione dello “Street Book Festival” ArtCloud si pone l’obiettivo di coinvolgere diversi scrittori e autori letterari.

Attorno al cuore dell’evento (la presentazione del libro) si terranno una serie di attività collaterali (street food e attività ludiche, nonché bookcrossing) con lo scopo di coinvolgere più partecipanti e avvicinare

all’affascinante e poliedrico mondo della letteratura.

Il programma si aprirà alle 16 con Cross Booking&Street Food, poi alle 17 incontro e presentazione del libro per ragazzi “Inviati per caso. Viaggio nell’Italia delle religioni” con l’autrice Lia Tagliacozzo. Alle 18.30 verrà presentato il libro “Il Canaro della Magliana” con gli autori Massimo Lugli e Antonio Del Greco e il giornalista Clemente Pistilli.

Formia / apertura della rassegna “Parole oltre lo schermo" al teatro Bertolt Brecht

Sabato 26 gennaio alle 19 al Teatro Bertolt Brecht l’apertura della rassegna “Parole oltre lo schermo” con l’appuntamento speciale“Il cuore pensante della baracca” dedicato alla Giornata della memoria. Evento che si inserisce nel cartellone 2018-19, all’interno del progetto “Officine culturali” della Regione Lazio e del riconoscimento del Mibac.

Il diario di Etty Hillesum (un dettagliato resoconto degli ultimi due anni della sua vita) insieme con le lettere scritte dal campo di prigionia di Westerborg, anticamera olandese di Auschwitz, sono tra le testimonianze umane più sconvolgenti della storia della Shoah europea. Non tanto per la descrizione puntuale della persecuzione ebraica ad Amsterdam (che pure c’è e costituisce un fortissimo valore storico aggiunto), ma per la capacità di Etty di superare l’orrore della persecuzione in una chiave spirituale e razionale al tempo stesso.

Il diario esordisce, quasi subito, con parole lapidarie di sconforto: “Paura di vivere su tutta la linea. Cedimento completo. Mancanza di fiducia in me stessa. Repulsione. Paura”. Eppure, man mano che la narrazione avanza e che le persecuzioni crescono, l’atteggiamento di Etty muta radicalmente, fiorisce come un fiore di gelsomino sul davanzale della Storia, trovando nel rapporto con un Dio personale e intimamente sentito, un sentimento di perdono e comprensione, anche del suo stesso carnefice, che si innalza oltre la miseria umana.

«Accostarsi alle pagine di Etty Hillesum è estremamente difficile», spiega Alessandro Izzi, che dell’incontro è il curatore, «perché l’evoluzione del suo pensiero e del suo modo di confrontarsi con la tragedia della Shoah hanno qualcosa di sublime e imponderabile. La scelta è stata quella di restare il più possibile fedeli alle parole del diario e delle lettere che non sono, anzi, state toccate se non nell’organizzazione scenica. L’incontro vuole così essere una rilettura del testo in chiave di meditazione spettacolare e audiovisiva che speriamo possa restituire, sia pure in parte, la complessità umana e filosofica di una delle più grandi pensatrici del secolo scorso».

A interpretare il testo saranno Chiara Di Macco e Pompeo Perrone, le proiezione sono curate da Marco Mastantuono e le scenografie da Marilisa D’Angiò.

Ingresso libero

Fondi / Pif presenta il suo romanzo "... che Dio perdona a tutti"

Martedì 29 Gennaio prossimo, alle ore 10.00 nella palestra della sede di via San Magno dell’I.I.S. “Gobetti – de Libero” di Fondi, avrà luogo la presentazione del primo romanzo di Pif “… che Dio perdona a tutti” (Feltrinelli, 2018) alla presenza dell’autore.

L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Fondi, rappresenta una nuova e prestigiosa tappa del
Progetto “Invito alla lettura. Incontro con l’autore” che le docenti di Lettere prof.sse Pica e
Lombardi hanno curato  per l’Istituto Tecnico Economico “Libero de Libero”  di Fondi negli anni
precedenti e che è giunto alla ventesima edizione.
Molti gli ospiti illustri che si sono succeduti in questi vent’anni: scrittori di successo, magistrati, giornalisti e divulgatori culturali. «Ciascuno – afferma la Dirigente Scolastica Miriana Zannella – ha stimolato nei lettori l’interesse per i temi più disparati: la legalità, la condanna della violenza,
l’accoglienza dello straniero, l’amore per il patrimonio artistico-archeologico e per la storia, la
coscienza del sé,  la dignità umana e quanto altro ancora è divenuto patrimonio della personalità
degli studenti. Tutto questo grazie ad un’esperienza unica che passa attraverso una lettura
autonoma, una riflessione anche guidata e poi l’incontro-confronto che conosce solo parole di
autenticità».

Uscito nelle librerie il 25 Novembre scorso, “… che Dio perdona a tutti” è la storia di un ateo impenitente che decide di vivere per tre settimane secondo la parola di Dio. Dal sorriso alla riflessione però il passo è breve e l’abituale leggerezza di Pif conduce il lettore, senza quasi che se ne accorga, a chiedersi chi sia davvero.

Pif, nome d’arte di Pierfrancesco Diliberto, è nato a Palermo nel 1972. Giornalista, conduttore
televisivo e attore, è stato inviato delle “Iene” (Italia 1) e autore de “Il testimone” (MTV). Nel 2013
ha diretto e interpretato il suo primo film, “La mafia uccide solo d’estate”, cui hanno fatto seguito
l’interpretazione nel documentario su Ettore Scola “Ridendo e scherzando. Ritratto di un regista
all’italiana” (2015) e la sua successiva regia “In guerra e per amore” (2016) che lo ha visto anche
nei panni del protagonista.

Formia / Livo Pedron premiato al Quirinale

Giovedì 24 gennaio, in prossimità della Giornata della Memoria, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella riceverà il sig. Livio Pedron, presidente onorario della Sezione di Formia dell’Associazione dei Mutilati ed Invalidi di guerra, per insignirlo della “medaglia d’onore” riservata ai deportati ed internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra nell’ultimo conflitto mondiale.

In questo felice connubio tra giovani e meno giovani, che coniuga l’impegno della testimonianza degli anziani con il dovere della memoria per le nuove generazioni, verranno consegnate le medaglie d’onore agli ex Internati Militari che hanno subito le amare conseguenze dell’armistizio dell’8 settembre 1943, rinchiusi nei lager tedeschi o utilizzati come manodopera nell’industria bellica del Terzo Reich, senza alcun diritto, sottoposti, gli uni e gli altri, a fame, freddo e vessazioni perché si erano rifiutati di aderire alla Repubblica Sociale Italiana di Mussolini. Tra i 600.000 militari italiani che, per la prima volta, dopo vent’anni di dittatura, avevano avuto la possibilità di scegliere se continuare a combattere al fianco dei Tedeschi o rifiutarsi di farlo, sapendo di andare incontro alle privazioni se non addirittura alla morte, come accadde per 40.000 di loro, c’era anche Livio Pedron che fu costretto a lavorare in Austria per un’industria metalmeccanica.

Di origini trentine, durante il conflitto bellico il presidente Pedron ha lasciato la sua Mezzocorona per
essere incorporato nel 61° reggimento fanteria motorizzata Trento; dopo l’armistizio, è stato preso
prigioniero ed è stato deportato in campo di concentramento, lo stammlager 12/A, dove è stato trattenuto per un mese. Successivamente, è stato costretto a lavorare nella Saurer Werke, fabbrica di Vienna che produceva motori per carri armati, dove fu inquadrato nelle squadre impegnate alla realizzazione di opere in muratura a difesa della fabbrica.

Nell’aprile del 1945, approssimandosi l’arrivo delle truppe russe, riesce a fuggire e, dopo 800 chilometri percorsi a piedi seguendo i corsi d’acqua e nascondendosi nei boschi per non essere nuovamente arrestato dai Tedeschi, ritorna a casa, dove lavora nei vigneti di famiglia e, successivamente, in un altoforno. Assunto in ferrovia, si trasferisce a Formia nel 1963 con la sua famiglia composta da tre figli e dalla sua amata ed inseparabile consorte, nativa di Esperia.
Andato in pensione, collabora attivamente, insieme ai suoi familiari, con il dott. Annibale Mansillo nelle attività della Sezione di Formia dell’Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi di guerra, di cui è una colonna portante, e di cui è stato recentemente nominato, all’unanimità, presidente onorario.
Il momento di riflessione offerto dalla consegna della “medaglia d’onore” avrà un seguito immediato
appena quattro giorni più tardi, lunedì 28, a Latina, presso il teatro comunale, alla presenza del prefetto
dott.ssa Maria Rosa Trio che ha invitato Livio Pedron ed un altro testimone a parlare delle loro sofferenze davanti alle scolaresche.