Formia, al Liceo Classico Vitruvio Pollione l’archeologo Luigi Crimaco per la VI edizione di “Notte Nazionale del Liceo Classico”

Anche quest’anno il Liceo Classico Vitruvio Pollione di Formia, in contemporanea con altri 435 licei classici italiani,  dalle 18:00 alle 24:00, apre le porte alla cittadinanza e gli studenti si esibiscono in svariate performances: maratone di letture di poeti antichi e moderni; drammatizzazioni in italiano e in lingua straniera; esposizioni di arti plastiche e visive; concerti ed attività musicali e coreutiche; presentazioni di libri e incontri con gli autori; cortometraggi e cineforum; esperimenti scientifici; degustazioni a tema e ispirate al mondo antico … e molto altro ancora, lasciato alla libera inventiva e creatività dei giovani guidati dai loro docenti.

Al Liceo Classico di Formia, venerdì 17 gennaio alle ore 22:00, ospite d’onore di questa VI edizione Luigi Crimaco, archeologo e direttore dei Musei Civici di Mondragone e di Piedimonte Matese, che presenterà il suo libro “Sinuessa l’Eredità di Cesare” edito Homo Scrivens, romanzo già presentato in diverse città tra cui Matera, capitale Europea della Cultura 2019, a Gaeta al Museo Diocesano e a Sperlonga presso l’Auditorium Comunale.

L’archeologo, moderato dalla professoressa Marcella Garau, farà conoscere le appassionanti vicende, ricche di mistero e colpi di scena che il protagonista del racconto, il duoviro Lucio Papio Pollio, ha vissuto nelle diverse località del grande Impero di Roma antica tra cui Sinuessa, Minturnae, Formiae e Cajeta.

Le parole s’intrecceranno alla musica grazie all’accompagnamento musicale del flautista Giulio Mariani e del percussionista Gerardo De Lisa, che eseguiranno musiche originali evocanti sonorità antiche, e alla voce recitante della dottoressa Anna D’Acunto, la quale leggerà alcuni passi del libro.

L’autore con questo romanzo ha voluto dimostrare che i luoghi di Lucio e la sua Villa sono luoghi storici ancora esistenti e riportati alla luce dopo accurate indagini archeologiche e che con la scrittura si riesce a raccontare la bellezza della scoperta che in genere è propria dell’archeologo.