A Fondi la presentazione del libro di Chiara Ingrao: "Migrante per sempre”

Lunedì 12 agosto 2019 alle ore 20,30, nel Chiostro del Complesso di San Domenico in Largo Luigi Fortunato a Fondi l’Ente Parco Naturale Regionale  Monti Ausoni e Lago di Fondi, in collaborazione con la libreria “Il Pavone”, presentano durante l’evento ‘Migranti di ieri e di oggi’ il libro di Chiara Ingrao “Migrante per sempre”.
Durante la presentazione sono previste letture a cura di Serina Stamegna e riflessioni con i numerosi ospiti. Interverranno durante la serata: l’autrice Chiara Ingrao, Don Stefano Castaldi, parroco della Chiesa di Santo Stefano di Gaeta e Dhillon Karamjit Singh, portavoce della comunità indiana. A moderare l’incontro sarà Marianna Coscione.
Per l’occasione, il dirigente del Parco Monti Ausoni, dott. Raniero De Filippis, presenterà la Biblioteca dei Popoli e delle Religioni, contenente già migliaia di volumi collocata all’interno del Complesso di San Domenico.

La parrocchia Santo Stefano a Gaeta aderisce a Libera

La parrocchia di Santo Stefano Protomartire di Gaeta ha scelto di aderire alla rete di associazioni di Libera, fondata da don Luigi Ciotti, che si adopera contro le mafie e “per” la giustizia sociale.

Il parroco don Stefano Castaldi ha accolto il parere favorevole ed unanime del Consiglio pastorale della parrocchia di impegnarsi a fianco di Libera per diffondere una cultura di legalità democratica fondata sull’uguaglianza. Ogni anno, il 21 marzo, primo giorno di primavera, in occasione della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, in tanti luoghi del nostro Paese e all’estero, vengono letti, ininterrottamente, tutti i nomi delle vittime innocenti delle mafie, per non dimenticare e per onorare il loro sacrificio.

Il presidio di Libera del sud-pontino Don Cesare Boschin, che ha sede presso il Monastero di San Magno in Fondi, ha organizzato per la prossima Giornata dell’impegno due momenti, una veglia dedicata alle vittime innocenti delle mafie, il 16 marzo 2019 presso la chiesa di San Giovanni a Formia alle ore 20:30, e il 21 marzo, una marcia che partirà alle 9.30 da piazza Caposele a piazza Mercato, dove, alle 10.30, si leggeranno i nomi e dalle 14,30 inizieranno i seminari di studio. L’intera Giornata sarà dedicata a riflettere su Orizzonti di giustizia sociale non dimenticando chi è stato di ostacolo alla logica deviata della corruzione.

All’interno delle diverse attività pastorali che coinvolgono attivamente tutta la comunità parrocchiale di Santo Stefano, particolarmente attenta alle iniziative di apertura al territorio, essa ha scelto di non fermarsi al solo apprezzamento dell’operato d Libera ma di aderirvi, per compiere un primo e vero passo verso la consapevolezza della possibilità reale di poter realizzare un mondo ‘giusto’.

Gaeta, reti solidali, uno spettacolo di beneficenza

“Cappuccetto rosso al contrario”. Questo il titolo dello spettacolo di beneficenza che andrà in scena mercoledì 19 dicembre alle ore 20:45 presso il Teatro Ariston di Gaeta. A cura dei ragazzi del laboratorio teatrale giovanile della parrocchia di “S. Stefano” di Gaeta, la rappresentazione si inserisce nel progetto comunale “Reti solidali” che come sottolinea il Sindaco Cosmo Mitrano “tra le finalità prevede l’inclusione sociale nella sua forma più ampia con l’intento di contrastare la crisi economica e sociale a favore di persone e famiglie in condizioni di povertà assoluta e a rischio impoverimento. Attraverso la sinergia –precisa Mitrano – tra Istituzioni, Associazioni e mondo del volontariato promuo

viamo la solidarietà con interventi mirati e finalizzati all’integrazione sociale a beneficio delle persone più fragili e a rischio di emarginazione sociale”. “Lo spettacolo – commenta l’Assessore alle politiche sociali Lucia Maltempo – è finalizzato a raccogliere fondi per il progetto reti solidali e permetterà a qualcuno meno fortunato di noi di avere un Natale migliore. La scelta del laboratorio teatrale di Santo Stefano non è casuale e nasce dalla volontà di dar voce ad una realtà che, attraverso l’impegno dei volontari, permette ai ragazzi di crescere in un luogo dove le loro attitudini vengono poste in risalto in maniera naturale e sana”. In “Cappuccetto rosso al contrario” viene messa in scena una storia di fantasia intensamente simbolica, che ha la pretesa, riuscita, di “rileggere” in chiave contemporanea una delle fiabe europee più popolari al mondo, la cui versione scritta più nota è quella dei Fratelli Grimm. “Oltre al messaggio contenuto nel lavoro teatrale – sottolinea il parroco Don Stefano Castaldi – i ragazzi e le ragazze del laboratorio sono a loro volta un messaggio agli altri giovani. Sono riusciti infatti ad esternare numerose emozioni e sentimenti con naturalezza e semplicità. Hanno affrontato con impegno e con amore l’esperienza teatrale e ne hanno tratto stimoli formativi intensi. E questo grazie anche all’impegno volontario di alcuni adulti desiderosi di trascorrere del tempo con i più giovani, comunicando la loro esperienza con tanto entusiasmo”.

“Sappiamo tutti che Cappuccetto Rosso è la favola delle favole, la più rappresentata fra tutte e, anche se, nel corso degli anni ne sono state fatte diverse analisi ed interpretazioni, è indiscutibile che a tutti noi sia rimasto impresso che Cappuccetto Rosso è l’ emblema dell’ ingenuità e della bontà mentre il Lupo l’ emblema dell’ astuzia e della cattiveria.  Quante volte, infatti, per delineare figure malvagie si fa riferimento al Lupo cattivo? Ed è così che per colpa di Cappuccetto Rosso ora tutti i lupi sono cattivi” spiega la regista Roberta Paone mentre il coordinatore del Laboratorio teatrale Leonardo Totaro sottolinea che “utilizzando queste due figure, stravolgendole e facendole diventare il contrario di quello che sono sempre state che si vuole trasmettere un messaggio importante su come sia facile dar vita ai pregiudizi e come sarebbe semplice poterli evitare”.

Protagonista di questa storia, una ragazza di 16 anni piena di superbia che non riesce a vedere nessun’ altro che se stessa. Ma non sarà sola perché ad aiutarla ci penserà Giacomino, soprannominato Lupo perché vive per strada indossando una grossa pelliccia nera per proteggersi dagli sguardi cattivi delle persone. Dalla trama, quindi, si preannuncia uno spettacolo coinv

olgente dove a trionfare saranno i buoni sentimenti e la solidarietà umana.