Immediata la risposta dei cittadini di Itri alla nota dell'Asl

Non tarda ad arrivare la risposta del Comitato Residenti alla nota stampa diffusa dall’amministrazione comunale di Itri e dall’Asl con cui è stata annunciata la momentanea impossibilità di sgomberare l’area di Calabretto.

“La nota della Asl di Latina lascia pochi dubbi rispetto a quanto sta accadendo a Calabretto. I responsabili affermano che sull’area è presente amianto, che è stato gettato del terreno che copre una parte della discarica, che fuoriesce un odore nauseabondo. Ovviamente la Asl non ha competenze per emettere una ordinanza di sgombero, anche in virtù del fatto che si attendono i risultati degli esami effettuati dall’Arpa –  ma non ha mai detto che non è necessario sgomberare, anzi ha imposto al Comune di Itri l’immediata bonifica e il ripristino dello stato dei luoghi. Questa è la lettura corretta che va data alla nota. Invitiamo a non deviare l’opinione pubblica con interpretazioni fuorvianti a discapito dei cittadini che continuano, ancora oggi, 19 agosto a convivere con fumarole presumibilmente tossiche, senza che alcun provvedimento sia stato messo in atto a tutela delle numerose famiglie con bambini piccoli che stanno vivendo la peggiore estate della loro vita”.

Per l'Asl l'area di Calabretto ad Itri non va sgomberta

In data odierna il Dirigente dell’ASL di Latina, Dott. Romolo Del Balzo ha inviato una nota inerente la discarica rinvenuta in loc. Calabretto in cui precisa che a seguito del sopralluogo del Dirigente e come ribadito nella conferenza dei capigruppo, non vi sono i presupposti giuridici per un’ordinanza di sgombero in quanto L’ARPA Lazio, attivata dal Comune, non ha ancora comunicato i dati sul monitoraggio dell’aria. La nota si conclude con l’invito all’amministrazione comunale da parte dell’ASL, di bonificare e ripristinare lo stato dei luoghi.

“Il Comune – spiegano da piazza Umberto I – si è avviato da subito alla immediata bonifica ed al ripristino dello stato dei luoghi ed è per questo che, oltre all’Arpa, ha dato incarico ad una società che ha effettuato un carotaggio ai fini della caratterizzazione dei rifiuti e del successivo piano di bonifica. La salute pubblica – continuano dall’Ente Pubblico – è per noi la regola non l’eccezione, la priorità rispetto a tutte le iniziative. Siamo con i cittadini, siamo con la Contrada Calabretto. Per questo, nell’assoluto rispetto delle regole concludono da Municipio aspettiamo i risultati degli accertamenti disposti per poter poi procedere alla bonifica come per legge”.

I cittadini di Itri infuriati per la mancanza di sequestri nell'area di Calabretto

La discarica di Calabretto ad Itri continua incessantemente a “fumare”. Come documentato da foto e video realizzati dai residenti, ogni giorno emergono fumarole maleodoranti, miasmi insopportabili e acri che hanno spinto diversi cittadini a chiamare l’ambulanza e a recarsi al Pronto soccorso per sintomi da intossicazione: bruciori agli occhi, alla gola, allo stomaco, malessere generale e nausea.

“Attendiamo l’esito delle analisi effettuate dall’Arpa, ma è evidente che siamo di fronte ad una situazione di estrema emergenza. Molti cittadini hanno lasciato le case per recarsi da parenti in altre località del Golfo, bambini lamentano malessere e soffrono perché non possono uscire dalle loro abitazioni”, spiegano i legali del Comitato Calabretto, Avv. Angela De Rosa e Avv. Letizia Maria Colaguori che si stanno muovendo per richiedere l’intervento della magistratura. Nonostante gli avvocati siano cauti e invitino i residenti ad attendere i risultati dell’Arpa, cresce il malumore degli abitanti: “Riteniamo che già dal 4 luglio potevano sussistere i requisiti per disporre un immediato sequestro del sito e conseguente decreto di evacuazione dell’area, a tutela della salute pubblica, ma nessuno dei due provvedimenti è stato preso dall’Amministrazione. Perché?” chiedono i cittadini.

“Sappiamo che sull’area indicata è stato sversato del terreno con l’obiettivo di placare la fuoriuscita dei miasmi e le fumarole, ma non è bastato. E poi, i prelievi sono stati fatti su questo terreno? Che grado di tossicità rileveranno?” Il Comitato dei residenti rispedisce al mittente l’accusa di procurato allarme, paventato dal Sindaco Fargiorgio: “Ieri sera verso la stazione ferroviaria per circa un’ora ci voleva la maschera antigas e parlano anche di PROCURATO ALLARME?”, scrive un cittadino sulla pagina social “Discarica Calabretto Itri” dedicata all’emergenza “Dal 4 luglio stiamo respirando veleni. Che qualcuno mi venisse a dire che si tratta di un procurato allarme, ma lo deve affermare dicendomi queste cose guardandoci negli occhi direttamente in questa contrada. Invito i concittadini a venirci a trovare almeno per 5 minuti. Quando passate sull’Appia, abbiate il coraggio di aprire il finestrino delle vostre auto e mettervi la mano sulla coscienza”; aggiunge un altro residente”. Nelle ultime ore è stato apposto un “divieto di accesso all’area” che ha ulteriormente inasprito gli animi: “Forse l’Amministrazione è infastidita dai giornalisti che vogliono documentare quello che sta avvenendo?”, si chiedono i cittadini.

Il sito adibito a discarica, lo ricordiamo, sorge su una scarpata che in caso di pioggia potrebbe collassare e causare lo sversamento dei rifiuti direttamente nel torrente Pontone. Di conseguenza la marea di rifiuti finirebbe in mare: la problematica dunque riguarda l’intero Golfo di Gaeta e ogni giorno che passa diventerà sempre più grave.

Al Festival dei Teatri Mediterranei un cortometraggio dello Sprar di Itri

Sarà proiettato il prossimo 21 agosto, nell’ambito del Festival dei Teatri Mediterranei, il cortometraggio “Xenia, il quinto elemento”. Un nuovo riconoscimento per il documentario realizzato nell’ambito del progetto Sprar di Itri, già premiato al Valsusa Filmfest 2018 ed al concorso nazionale Corti di Mare 2017. 
Con un approccio singolare, “Xenia” tratta i temi dell’accoglienza e dell’integrazione, attraverso un viaggio lungo i quattro elementi fondamentali terra, aria, fuoco e acqua, ai quali l’autore associa un quinto elemento “sociale”, la xenia, l’accoglienza sacra per gli antichi greci.
Quest’opera è il traguardo di un lungo lavoro del regista documentarista Giorgio Anastasio, lavoro che ha impegnato per ben tre anni i soggetti coinvolti nella sua realizzazione. “La scelta di spalmare le riprese in questo lasso di tempo abbastanza lungo – spiega il regista – è stata fondamentale in termini di qualità del video girato, anche e soprattutto per la necessità di entrare maggiormente in sintonia con i ‘personaggi’, le situazioni e gli eventi locali. Non ultima è stata la volontà di valorizzare la presenza di molteplici ospiti del sistema di protezione, in contesti e momenti differenti”“L’idea di fondo era di non mostrare le solite, seppur importantissime testimonianze di vita dei protagonisti – continua il regista – che caratterizzano abitualmente questo tipo di documentari, ma di puntare più sulla raffigurazione di come gli ospiti si integravano nel contesto itrano, attraverso il lavoro, la quotidianità, la partecipazione alle manifestazioni tradizionali e culturali, utilizzando anche una rappresentazione metaforica di quanto loro ci raccontavano in privato. La chiave di volta del racconto – conclude Anastasio – in ogni modo, è stata individuata nell’indissolubile connubio tra gli itrani e l’olivicoltura”.