Formia, il fascino della lingua dei nonni attrae la platea del Don Bosco.

Un successo decretato dalle continue risate e dagli applausi di un pubblico molto attento a premiare il lavoro dell’intera squadra del neo direttivo Pro Loco per la Giornata Nazionale del Dialetto e delle Lingue Locali, organizzata con la partecipazione di associazioni locali e con il patrocinio del Comune di Formia, presso la Sala Polifunzionale Don Bosco di Formia.

Otto associazioni (Associazione Musicale Culturale Ricreativa Mola, centro anziani Gianola, Associazione Cultura in Movimento, Centro Socio Culturale Trivio, Fly Dance di Formia, Teatrarte, Associazione il Setaccio, e Associazione Pinocchio Amarcord), coordinate dal regista Gianluca Lombardi nella veste anche di “narratore”, hanno portato in scena piccoli sketch in dialetto e ispirati alla vita quotidiana.

A fare da filo conduttore la video intervista al professore Giovannino Bove, il quale da sempre si è dedicato con amore allo studio delle tradizioni e della cultura della nostra città, ricostruendola anche negli aspetti minimi e apparentemente meno degni di interesse. Mentre, il fulcro introspettivo dell’evento è stata la figura di PINOCCHIO, le cui sculture sono state messe a disposizione dal museo di PINOCCHIO sito in Maranola.

Grande coinvolgimento anche da parte del Vicesindaco nonché Assessore alla Cultura del Comune di Formia, Carmina Trillino, che nel finale, quando le associazioni partecipanti sono state omaggiate di una targa ricordo,  ha interpretato un brano dialettale riferito ai borghi di Castellone e Mola.

La kermesse ha avuto una valenza particolare grazie anche alla presenza del presidente provinciale dell’UNPLI Lazio, Valter CREO, il quale, insieme al presidente della Pro Loco città di Formia Renato LOMBARDI, ha espresso la fattiva intenzione di ampliare la manifestazione del prossimo anno con un sinergico lavoro a livello provinciale e regionale.

“E la serata appena conclusa – ci ha tenuto a sottolineare il direttivo Pro Loco, al suo primo evento ufficiale – , è solo l’inizio di un progetto volto a valorizzare il dialetto, perché l’intenzione della Pro Loco è quella d’intervenire nelle scuole in giornate programmate, sensibilizzando i giovani a recuperare il bagaglio culturale del linguaggio dei nonni, a tramandarlo e in una situazione di dare e avere, far conoscere loro anche il nuovo linguaggio del websario”.

A Formia la 21a Edizione di Mola in Festa

Due fine settimana per la XXI edizione di “Mola in festa”. La kermesse organizzata dall’Associazione Culturale Musicale Ricreativa Mola si terrà nel caratteristico e storico Borgo di Mola a Formia: ai piedi della suggestiva Torre omonima, dall’1 al 3 agosto e dall’8 al 10 agosto.

Giovedì 1 agosto, ore 20 l’apertura affidata, quest’anno, alla solidarietà, con l’ormai tradizionale Torneo di Burraco. Il ricavato sarà destinato anche per questa edizione quale contributo per il trasferimento nella sede originale (l’abside della Chiesa di Santi Lorenzo e Giovanni Battista) delle opere pittoriche eseguite dal pittore Antonio Sicurezza.
La serata di venerdì 2 agosto sarà dedicata ad una novità: il gruppo teatrale dell’associazione porta in scena due sketch del prof. Giovannino Bove (“la cacarella”, “Duttò, nen me sento buono”), dedicandoli agli sponsor, linfa vitale per l’operato del sodalizio, riconoscendogli la propria importanza attraverso un premio relativo agli anni di attività sul territorio.
Sabato 3 agosto protagonista la cultura con il convegno-dibattito su “La Figura storica di Ninì Matteis”, una chiacchierata per ricordare ed evidenziare, attraverso i ricordi degli amici,  l’importanza della figura storica dell’avvocato. Interverranno il prof. Gennaro Aceto, l’ing. Giuseppe Chiota e il dottor Pierfrancesco Scipione. A seguire, grazie anche alla collaborazione della famiglia, inaugurazione della mostra che ripercorre i momenti fondamentali della vita del compianto “Ninì”. La mostra resterà aperta, presso la palestra coperta della Scuola Media Pollione tutti i giorni, fino al 10 agosto, dalle 19:00 alle 21:30.
Giovedì 8 agosto ancora teatro con l’Associazione culturale Il Setaccio che porta in scena “In sacrestia”, una commedia in due atti per la regia di Antonio Forte.
Caratterizzerà invece la serata di venerdì 9 agosto il ritorno di Lello Pirone e Natalia Cretella con il loro nuovo spettacolo “Piume e Pagliette”,  un varietà che vuole omaggiare il mondo della rivista, tipico spettacolo di tradizione che affonda le sue origini all’inizio del novecento strizzando l’occhio all’operetta, al teatro comico napoletano, al café chantant e all’esaltazione del “bel canto” italiano.
Gran chiusura sabato 10 agosto con “Serata sotto le stelle”, muisca dal vivo e super liscio de “ I Sette Note”, pasta, pizza e cocomero.
Non mancheranno, come nella migliore tradizione della festa, e come grossa attrazione turistica, “le tipiche degustazioni”, con la collaborazione degli esercizi commerciali di Formia in coincidenza delle serate di teatro e d’intrattenimento musicale.
“Non poteva mancare la festa del Borgo di Mola – ci ha tenuto a precisare il presidente del sodalizio, Pietro Amato – un momento di aggregazione e divertimento per i cittadini e per i turisti. Quella di quest’anno – ha aggiunto Amato – sentirà della mancanza di Ottavio Valeriano, della sua forza, della sua animosità, del suo spirito organizzativo e collaborativo, uno dei motori principali di tutta l’organizzazione”.
Il programma completo presso i principali esercizi della città, su facebook alla pagina “associazione musicale culturale Mola”.

Formia, di poeta in poeta - Angela Maria Ripellino

Il collettivo teatrale Bertolt Brecht organizza per venerdì 7 dicembre, alle
ore 18, presso la sede del laboratorio-teatro sita nel quartiere Mola di Formia, un incontro dal titolo “Lo splendido violino verde: 40 anni dalla scomparsa di Angelo Maria Ripellino”, 

un omaggio allo slavista e poeta A. M. Ripellino condotto da Pasquale Gionta, cultore di lingue e letterature straniere, con interventi musicali del giovane maestro Paolo Zamuner, conosciuto e apprezzato pianista e concertista, con un inserto multimediale realizzato dall’esperto informatico Luigi Pinelli, e letture a cura di Salvatore Bartolomeo, Pasquale Gionta, Pompeo Perrone, Serina Stamegna, Maurizio Stammati. L’appuntamento è inserito nella rassegna “Di poeta in poeta”, nel progetto “Officine Culturali” della Regione Lazio e del riconoscimento del Mibac.

L’omaggio a Ripellino nasce dall’esigenza, avvertita dai componenti del collettivo teatrale e dai curatori dell’iniziativa, di rendere manifesta la contiguità esistente tra la parola p

 del bosco boemo (Einaudi 1975; seconda edizione: Storie del bosco boemo e altri racconti, Mesogea 2006). Tra i titoli postumi ricordiamo: Saggi in forma di ballate (Einaudi 1978), L’arte della fuga (Guida 1987), I fatti di Praga (Scheiwiller 1988), Siate buffi (Bulzoni 1989), e la raccolta di liriche Scontraffatte chimere (Pellicanolibri 1986).

Angelo Maria Ripellino è stato un grandissimo critico e traduttore polifonico. Nel suo lavoro critico, la scrittura si fa sovente partecipazione patetica, ardore di testimonio appassionato, dialogo con

oetica e l’invenzione teatrale, incamminarsi appunto – attraverso l’opera ripelliniana –  lungo un percorso di scoperta verso nuovi territori del meraviglioso.
Il rigore critico-filologico e la divagazione fantastica celebrano, nella scrittura di Angelo Maria Ripellino, un rarissimo connubio. Nato a Palermo nel 1923 e  prematuramente morto a Roma nel 1978, egli è stato professore di letterature russa e ceca presso l’università di Roma, poeta e critico teatrale del settimanale “L’Espresso”. Ha pubblicato per primo in Italia le poesie di Boris Pasternak (Einaudi 1957) e la prosa di Andrei Belyj (Einaudi 1961), oltre a numerosi altri scrittori slavi tra i quali i poeti boemi Halas e Holan, e varie opere saggistiche. Ha pubblicato anche sei raccolte di versi: Non un giorno ma adesso, 1960; La fortezza d’Alvernia, 1967; Notizie dal diluvio, 1969; Sinfonietta, 1972; Lo splendido violino verde, 1976; Autunnale barocco, 1977 (che confluiscono nell’antologia postuma, Poesie, Einaudi 1990, e nelle più recenti: Poesie prime e ultime, Aragno 2006, Notizie dal diluvio – Sinfonietta – Lo splendido violino verde, Einaudi 2007), e i racconti Storie

 

se stesso: critica non accigliata, mai pedantesca, critica come gaiezza, «tentativo di agghermigliare la gioia della parola». Eppure la vocazione lirica di Ripellino, non appagata di splendere nel “saggio in forma di ballata” o in libri-poema come Praga magica, finisce per esigere un proprio spazio autonomo. All’enorme lavoro pionieristico da lui svolto per introdurre nel nostro paese scrittori, poeti ed artisti di area slava, Ripellino accompagnò per tutta la vita – quasi vergognandosene – l’esercizio (insopprimibile) della poesia, nella quale il mondo come bric-à-brac è “inventariato” alla luce del dolore. Ed egli fu  poeta di intensa, preziosa e clownesca melanconia.

Nei suoi versi, il mondo esplode in una fantasticheria di candele, violini, treni e meteore, lontananze geografiche, spettacoli, armadi, stupìte pagine di natura. Ripellino ha inteso « presentarsi con pathos e con indirizzo in un tempo di secche registrazioni, e non celare la propria inermità, le corde del proprio dolore». Ma, sebbene sempre percorsa dal timore del nulla e dal dolore (per le violenze della malattia come per quelle dell’invasione cecoslovacca), questa poesia ha per centro la gioia, chiamata a ferire il grigiore balenando nelle fantasmagorie verbali, nello sfarzo di immagini. «L’esercizio della poesia è una prova di resistenza alle asperità quotidiane e all’indifferenza degli uomini. […] Scrivere poesie nell’assedio in cui siamo invischiati vuol dire caparbietà di non soccombere agli sfaceli, di sopravvivere, tenendo a distanza con la magia del Belcanto, con la pienezza polposa delle parole, con gli esorcismi delle paronomàsie e delle assonanze, la Morte».

 

Ingresso libero