Appuntamento con "Parole oltre lo schermo" al Teatro Bertolt Brecht di Formia

Sabato 16 marzo alle ore 19:00, presso il Teatro Bertolt Brecht di Formia avrà luogo il terzo appuntamento di “Parole oltre lo schermo”, la rassegna di conferenze-spettacolo e storytelling promossa all’interno della stagione del collettivo formiano, del progetto “Officine culturali” della Regione Lazio e del riconoscimento del Mibac.

Dopo l’incontro dedicato ad Etty Hillesum e ai suoi diari e dopo la rilettura dell’opera di Marina Abramovic a cura di Chiara Di Macco è ora la volta di “Perché la guerra”, una rivisitazione del carteggio tra Sigmund Freud ed Albert Einstein sul significato della guerra nella società europea che, all’epoca dello scambio epistolare, era appena uscita dal Primo Conflitto mondiale e si avviava inesorabilmente verso la catastrofe del secondo.
Il testo di partenza, utilizzato per questa rielaborazione spettacolare, è, in verità, una drammaturgia originale di Alessandro Izzi, già vincitrice, nel 2016 del Premio Artigogolo.
“Il lavoro che andiamo a presentare” spiega l’autore “non è la messa in scena del testo così come era stato pensato, ma la sua riproposta secondo le dinamiche ormai consolidate di ‘Parole oltre lo schermo’, quindi alla lettura delle battute originali, si sovrapporrà un apparato audiovisivo che ha lo scopo inedito anche per noi di prendere il posto delle azioni sceniche previste dal copione.”

Al centro della rappresentazione il dolore di una madre che cerca, disperatamente, notizie dei tre figli partiti per il fronte. Alle sue richieste risponde un uomo, uno stratega militare, simbolo del bisogno apparentemente innato e connaturato all’uomo di distruggere. Il dialogo tra i due personaggi definisce i confini di un dilemma etico impossibile a sciogliersi e che, più che fornire risposte, ambisce ad aprire scenari e nuove domande.

“Perché la Guerra” non è, quindi, né vuole essere, la trasposizione di un carteggio che di suo non contiene appigli narrativi sui quali lavorare, ma cerca, piuttosto, la sua strada nella forma di una meditazione quasi espressionista che parte da Freud per cercare strade nuove e per esprimere un disperato e terribilmente attuale bisogno di pace.

A interpretare il testo saranno Serina Stamegna, nella parte della donna, e Maurizio Stammati in quelli dell’uomo. Le proiezioni sono a cura di Marco Mastantuono, mentre la scenografia è a cura di Marilisa d’Angiò.

L’evento ben si presta ad essere una sorta di presentazione sui generis del libro “Trittico del dilemma”, una trilogia firmata da Alessandro Izzi ed edita da Chipiùneart edizioni che comincia proprio con “Perché la guerra” e prosegue con gli atti unici “Una divisa” (un omaggio alla figura del partigiano Mariano Mandolesi) e “Solo le maschere” sul caso Moro.

Ingresso libero
Info 327 3587181 – tbbcomunicazione@gmail.com

Formia / apertura della rassegna “Parole oltre lo schermo" al teatro Bertolt Brecht

Sabato 26 gennaio alle 19 al Teatro Bertolt Brecht l’apertura della rassegna “Parole oltre lo schermo” con l’appuntamento speciale“Il cuore pensante della baracca” dedicato alla Giornata della memoria. Evento che si inserisce nel cartellone 2018-19, all’interno del progetto “Officine culturali” della Regione Lazio e del riconoscimento del Mibac.

Il diario di Etty Hillesum (un dettagliato resoconto degli ultimi due anni della sua vita) insieme con le lettere scritte dal campo di prigionia di Westerborg, anticamera olandese di Auschwitz, sono tra le testimonianze umane più sconvolgenti della storia della Shoah europea. Non tanto per la descrizione puntuale della persecuzione ebraica ad Amsterdam (che pure c’è e costituisce un fortissimo valore storico aggiunto), ma per la capacità di Etty di superare l’orrore della persecuzione in una chiave spirituale e razionale al tempo stesso.

Il diario esordisce, quasi subito, con parole lapidarie di sconforto: “Paura di vivere su tutta la linea. Cedimento completo. Mancanza di fiducia in me stessa. Repulsione. Paura”. Eppure, man mano che la narrazione avanza e che le persecuzioni crescono, l’atteggiamento di Etty muta radicalmente, fiorisce come un fiore di gelsomino sul davanzale della Storia, trovando nel rapporto con un Dio personale e intimamente sentito, un sentimento di perdono e comprensione, anche del suo stesso carnefice, che si innalza oltre la miseria umana.

«Accostarsi alle pagine di Etty Hillesum è estremamente difficile», spiega Alessandro Izzi, che dell’incontro è il curatore, «perché l’evoluzione del suo pensiero e del suo modo di confrontarsi con la tragedia della Shoah hanno qualcosa di sublime e imponderabile. La scelta è stata quella di restare il più possibile fedeli alle parole del diario e delle lettere che non sono, anzi, state toccate se non nell’organizzazione scenica. L’incontro vuole così essere una rilettura del testo in chiave di meditazione spettacolare e audiovisiva che speriamo possa restituire, sia pure in parte, la complessità umana e filosofica di una delle più grandi pensatrici del secolo scorso».

A interpretare il testo saranno Chiara Di Macco e Pompeo Perrone, le proiezione sono curate da Marco Mastantuono e le scenografie da Marilisa D’Angiò.

Ingresso libero