Formia / Livo Pedron premiato al Quirinale

Giovedì 24 gennaio, in prossimità della Giornata della Memoria, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella riceverà il sig. Livio Pedron, presidente onorario della Sezione di Formia dell’Associazione dei Mutilati ed Invalidi di guerra, per insignirlo della “medaglia d’onore” riservata ai deportati ed internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra nell’ultimo conflitto mondiale.

In questo felice connubio tra giovani e meno giovani, che coniuga l’impegno della testimonianza degli anziani con il dovere della memoria per le nuove generazioni, verranno consegnate le medaglie d’onore agli ex Internati Militari che hanno subito le amare conseguenze dell’armistizio dell’8 settembre 1943, rinchiusi nei lager tedeschi o utilizzati come manodopera nell’industria bellica del Terzo Reich, senza alcun diritto, sottoposti, gli uni e gli altri, a fame, freddo e vessazioni perché si erano rifiutati di aderire alla Repubblica Sociale Italiana di Mussolini. Tra i 600.000 militari italiani che, per la prima volta, dopo vent’anni di dittatura, avevano avuto la possibilità di scegliere se continuare a combattere al fianco dei Tedeschi o rifiutarsi di farlo, sapendo di andare incontro alle privazioni se non addirittura alla morte, come accadde per 40.000 di loro, c’era anche Livio Pedron che fu costretto a lavorare in Austria per un’industria metalmeccanica.

Di origini trentine, durante il conflitto bellico il presidente Pedron ha lasciato la sua Mezzocorona per
essere incorporato nel 61° reggimento fanteria motorizzata Trento; dopo l’armistizio, è stato preso
prigioniero ed è stato deportato in campo di concentramento, lo stammlager 12/A, dove è stato trattenuto per un mese. Successivamente, è stato costretto a lavorare nella Saurer Werke, fabbrica di Vienna che produceva motori per carri armati, dove fu inquadrato nelle squadre impegnate alla realizzazione di opere in muratura a difesa della fabbrica.

Nell’aprile del 1945, approssimandosi l’arrivo delle truppe russe, riesce a fuggire e, dopo 800 chilometri percorsi a piedi seguendo i corsi d’acqua e nascondendosi nei boschi per non essere nuovamente arrestato dai Tedeschi, ritorna a casa, dove lavora nei vigneti di famiglia e, successivamente, in un altoforno. Assunto in ferrovia, si trasferisce a Formia nel 1963 con la sua famiglia composta da tre figli e dalla sua amata ed inseparabile consorte, nativa di Esperia.
Andato in pensione, collabora attivamente, insieme ai suoi familiari, con il dott. Annibale Mansillo nelle attività della Sezione di Formia dell’Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi di guerra, di cui è una colonna portante, e di cui è stato recentemente nominato, all’unanimità, presidente onorario.
Il momento di riflessione offerto dalla consegna della “medaglia d’onore” avrà un seguito immediato
appena quattro giorni più tardi, lunedì 28, a Latina, presso il teatro comunale, alla presenza del prefetto
dott.ssa Maria Rosa Trio che ha invitato Livio Pedron ed un altro testimone a parlare delle loro sofferenze davanti alle scolaresche.

Le città del Golfo di Gaeta unite in ricordo della Shoah

Il giorno della memoria e della Shoah sarà il filo di narrazione che unirà le città e le comunità del Golfo: Formia, Gaeta e Minturno.

Un percorso comprensoriale che volutamente gli Assessori alla Cultura e alle Politiche giovanili  delle Città del Golfo intendo affidare alle giovani generazioni quali custodi della memoria e della  conoscenza. In tale ottica, gli alunni delle terze classi delle scuole secondarie di primo grado del  Golfo, dal   24 gennaio al 1 febbraio vivranno le stesse emozioni assistendo  allo spettacolo “A memoria d’uomo” dell’attore e regista Enzo Scipione.

Primo evento di una serie di appuntamenti dove la “memoria” avrà come altro e prossimo  momento il  ricordo delle Foibe. Corale la dichiarazione di Alessandra Lardo, Assessore alla formazione, integrazione, politiche giovanili, sportello Europa e digitalizzazione Città di Formia; Carmina Trillino, Assessore alla Cultura e vice Sindaco Città di Formia; Lucia Maltempo, Assessore alla Pubblica Istruzione, alle Politiche Giovanili e all’Infanzia Città di Gaeta; Mimma Nuzzo, Assessore alla Cultura e servizi Sociali e Pubblica Istruzione Città di Minturno, che hanno fortemente voluto e cercato il primo punto di incontro e di contatto: “È stato un incontro immediatamente produttivo – spiegano – il filo della cultura può senz’altro contribuire a rafforzare l’unione del Golfo in una prospettiva di formazione e di educazione alla pace tra i popoli”.

Con il Patrocinio dei Comuni di Formia, Gaeta e Minturno lo spettacolo scritto dall’attore/regista Enzo Scipione, pone al centro della scena con sedie sparse poste senza una logica senza un perché, quasi a testimoniare ciò che sta per raccontare, il genocidio appunto, non ha logica e non ha un perché, così come sarà la sua (dello spettatore) reazione, ferma, inerme come quando accadevano i genocidi, inermi, fermi semplicemente ad ascoltare. La scenografia studiata dal regista è quella delle più crude, toccanti in modo da indurre lo spettatore a guardare da vicino il reato che il mondo intero ha lasciato consumare.

Lo spettacolo rivolto agli studenti di tutto il comprensorio andrà in scena il 25 gennaio presso la Pinacoteca Comunale di Gaeta dalle 9 alle 12; a Minturno il 28 e 29 gennaio dalle 9 alle 12, rivolto agli studenti, presso il castello Baronale, ed il serale alle ore 19, aperto al pubblico su prenotazione sempre presso il Castello Baronale contattando il 3200782841; a Formia lo spettacolo andrà in scena per gli studenti presso la Torre di Mola il 30 e 31 gennaio ed il 1 febbraio presso l’Istituto Comprensivo “P. Mattej”dalle ore 9 alle 12, ed il 30, sempre presso la Torre di Mola, il serale aperto al pubblico su prenotazione contattando sempre il 3200782841.

Minturno, in ricordo della Shoah l'ass. "Il Sogno d'Ulisse" organizza una rassegna cinematografica

Sarà dedicata ai bambini della Shoah la Giornata della Memoria 2019 organizzata dall’Associazione Culturale “Il Sogno di Ulisse”per il prossimo 27 gennaio, alle ore 19, presso la Sala Polifunzionale della Chiesa di Sant’Albina a Scauri (LT). Una minirassegna che avrà come comune denominatore i piccoli che hanno vissuto i tragici eventi della Seconda Guerra Mondiale, la fuga per la salvezza, l’orrore dell’Olocausto. Un punto di vista particolare, fuori dai soliti schemi a cui siamo abituati.

I bambini della Shoah hanno rappresentato il segmento più vulnerabile tra i gruppi (ebrei, ma anche rom, disabili, polacchi, russi, ecc.) che furono colpiti dalle politiche naziste di discriminazione, persecuzione razziale e genocidio, con un altissimo numero di vittime. Anche coloro che sopravvissero passarono attraverso esperienze molto dure di privazioni personali e di separazione o perdita delle loro famiglie. Nel dopoguerra molti di essi hanno svolto un ruolo importante di testimoni nei processi e di fronte all’opinione pubblica.

Per l’occasione saranno proiettati il cortometraggio d’animazione vincitore del Premio del Pubblico alla 6^ edizione di Visioni Corte International Short Film Festival, “Chika, die hündin im ghetto” (Chika, il cane nel ghetto) di Sandra Schießl e a seguire il film “Un sacchetto di biglie” di Christian Duguay.

 

LE SCHEDE DEI FILM: 

Chika, die Hündin im Ghetto (Chika, il cane del ghetto)

Durata 16’21’’ / Regia di Sandra Schießl / Germania, 2016

Girato con la tecnica della stop motion, utilizzando materiale di riciclo, il cortometraggio racconta la storia di Mikasch, un bambino di 5 anni che vive nel ghetto ebraico di una città polacca insieme ai suoi genitori e all’amatissimo cane Chika, che lo aiuta a sopportare la persecuzione di cui è vittima. Purtroppo, durante la Seconda Guerra Mondiale agli ebrei era proibito avere animali domestici e un ufficiale tedesco obbliga Mikasch a disfarsi di Chika, ma il bambino si dispera e si oppone con tutte le sue forze finché a suo padre viene un’idea. Un cortometraggio davvero commovente.

Un sacchetto di biglie

Durata 110’ / Regia di Christian Duguay / Francia, 2017

Tratto dal romanzo autobiografico di Joseph Joffo, pubblicato nel 1973, il film diretto da Christian Duguay racconta il sorprendente viaggio di due giovani fratelli di origini ebrea, attraverso la Francia degli anni quaranta, occupata dai nazisti. Joseph (Dorian Le Clech) e Maurice (Batyste Fleurial) vivono la loro infanzia serenamente: d’estate giocano tra le onde, d’inverno si sfidano a battaglie di palle di neve. Fino a quando tutto cambia. A scuola sono costretti a indossare segni distintivi sulla giacca della divisa, come tutti gli altri bambini ebrei; vengono esclusi e additati dai compagni, emarginati dagli amici che ora li guardano in modo diverso. La situazione si complica a tal punto che una sera, il padre (Patrick Bruel) gli annuncia che dovranno partire in cerca di un luogo più sicuro. I bambini si mettono così in viaggio per sfuggire ai nazisti e raggiungere la cosiddetta “terra libera”. In qualche modo riescono a eludere i controlli delle SS, imparano a riconoscere il rumore dei tremendi camioncini che sciamano per il Paese, e a scappare prima che gli ufficiali a bordo si accorgano della loro presenza. Il film segue i due bambini nella loro fuga da Parigi alla ricerca di un rifugio definitivo, mostra senza filtri le insormontabili difficoltà che affrontano lungo il percorso e come, con un’incredibile dose di astuzia, coraggio e ingegno riescono a sopravvivere alle barbarie naziste e a ricongiungersi finalmente alla loro famiglia.

www.ilsognodiulisse.it

Fondi, l'iniziativa del Comune per ricordare la Shoah

L’Amministrazione comunale di Fondi e il Sistema Bibliotecario Sud Pontino anche quest’anno organizzano una iniziativa nella ricorrenza del “Giorno della Memoria”, per ricordare le leggi razziali in Italia, lo sterminio del popolo ebraico e le persecuzioni subite da tutti i deportati nei campi nazisti, nonché il ruolo di coloro che si sono opposti al progetto di sterminio e che, a rischio della propria incolumità, hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.

Il Sindaco di Fondi Salvatore De Meo e l’Assessore alla Cultura e alle Politiche della Scuola Beniamino Maschietto informano che l’iniziativa si svolgerà Lunedì 28 Gennaio alle ore 11.00 presso la Sala convegni del Castello Caetani e sarà presentato il libro “Calce e fiamma. La vera storia di Mario Ciavaglia. Storia di deportazione, di fughe e d’amore” (Ed. Sintagma, 2019) di Mauro Nasi.

«La prima impressione che si avverte leggendo il libro di Mauro Nasi – scrive nella prefazione la giornalista Rita Pomponio è la gradevole sensazione di “riconciliazione” con la storia.
Un sentimento necessario per poter ripercorrere oggettivamente la recente storia italiana senza
pregiudizi o risentimenti».

Il libro racconta la vera storia di Mario Ciavaglia, testimone privilegiato degli eventi che cambiarono il corso della storia d’Italia tra il 1943 e 1946. Allievo Carabiniere a cavallo, a vent’anni appena compiuti fu testimone del primo bombardamento di Roma, poi della caduta del fascismo, della fuga di Re Vittorio Emanuele III, del referendum istitutivo della Repubblica Italiana e fu tra i circa 2.500 carabinieri di Roma che il 7 Ottobre 1943 vennero con l’inganno disarmati, fatti prigionieri e deportati dai nazisti così da preparare il rastrellamento del ghetto ebraico che avvenne una settimana più tardi.