Venti di crisi soffiano sul Golfo

Venti di crisi soffiano sul Golfo

SOCIETA’: La prima volta che sentii parlare di “Crisi del Golfo” era il 1990 ed erano i venti di guerra a soffiare sul Golfo Persico, ora sono venti di una guerra ancora più subdola ed invisibile, quella che miete vittime nel mondo del commercio e della piccola economia e lo scenario non è più il Medio Oriente, ma il Golfo di Gaeta.

Percorrendo quelle che furono le vie dello shopping di Gaeta e Formia è facile imbattersi in tanti locali chiusi; negozi che a distanza di pochissimo tempo dall’apertura sono malinconicamente chiusi; non solo piccole botteghe, ma anche negozi storici ed addirittura attività recettive che hanno chiuso o ridimensionato le proprie strutture.

Il Golfo, uscito dalla seconda guerra mondiale con un cumulo di macerie ha sfruttato al meglio il boom economico degli anni sessanta, attraversando alcuni decenni di ricchezza economica, senza, tuttavia, riuscire a trasformarsi da area industriale a territorio turistico.

La crisi economica del Golfo, ha inciso soprattutto sul futuro dei giovani costretti a dover andare via per cercare un futuro, una ferita per la società che ha portato anche Papa Francesco a parlare di “peccato sociale” che il Pontefice, durante un incontro con i giovani, ha addebitato alla società, responsabile di costringere i giovani a mendicare un lavoro che non garantisce loro un domani.

Le nuvole nere che oscurano il futuro del Golfo non sembrano ancora volersi diradare nonostate le “voci di sirene” che parlano di una ripresa, in realtà le attività che stanno chiudendo o che hanno già chiuso, parlano di un fuoco di paglia, pronto ad apparire consistente ed interessante, ma che in realtà si rivela inconsistente e di breve durata.

La speranza, dunque, è un’inversione di rotta che possa rilanciare il Golfo, e possa puntare sulle bellezze storiche, archeologiche e culturali di cui la territorio è ricco.

C’è sempre più fame di cultura ed è proprio in quella direzione che il Golfo deve puntare la prua per un rilancio dell’economia locale che possa dar vita ad un secondo boom economico.

di Enrico Duratorre

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